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Ast Terni, Fiom: Governo intervenga sulla crisi della siderurgia

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Roma, 8 gen. (askanews) - "Si è tenuta l'audizione delle organizzazioni sindacali presso la X commissione Attività produttive della Camera sulla situazione dell'Ast di Terni. Le Acciaierie Speciali Terni stanno assumendo interesse di valenza nazionale. L'azienda sta attraversando un periodo di crisi produttiva e occupazionale come dimostra il ricorso alla cassa integrazione fino a febbraio 2020. Il sito produttivo rappresenta l'37% del Pil provinciale e il 63% del Pil comunale". Lo dichiara Alessandro Rampiconi, segretario generale della Fiom-Cgil Terni, al termine dell'audizione.

"Chiediamo una verifica sull'attuazione dell'accordo sottoscritto il 3 dicembre del 2014 che si poneva due obiettivi fondamentali - dice - dal punto di vista occupazionale 2.350 occupati diretti e a livello produttivo 1 milione di tonnellate di acciaio fuso annuo. Il non raggiungimento di questi due obiettivi, anche a causa dell'importazione delle bramme dall'Indonesia, mette in discussione l'intero accordo e la sopravvivenza di almeno una linea produttiva. A fronte di questa situazione la proprietà ThyssenKrupp ha registrato una perdita di 300 milioni di euro. In Europa si sta determinando un riassetto dei principali competitor. Il Governo e il Parlamento devono intervenire e prendere una posizione in questo quadro di ristrutturazione della siderurgia nel suo complesso e per affrontare la fase di transizione industriale ed ecologica".

Secondo la Fiom "occorre convocare un tavolo al ministero dello Sviluppo economico per discutere della crisi della siderurgia, che è un settore industriale strategico, da cui dipendono diverse produzioni. Un tavolo che si rende necessario anche per il rinnovo dell'accordo del 2014 in scadenza a settembre 2020".