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Atari, da gaming anni ‘70 e ‘80 a Token ATRI: prospettive d’investimento

Fabio Carbone
·3 minuti per la lettura

Il mondo del gaming non è solo gioco, ma anche un comparto industriale nel quale investire con ampio profitto.

Questo in Atari lo avevano capito già negli anni ‘70 e ‘80 dello scorso secolo. Poi Atari, il padre dei video game digitali, ha perso qualche “treno” e altre società hanno saputo approfittarne meglio come Sony con Playstation e Nintendo con le sue console gioco iconiche.

Oggi Atari prova però a risorgere, e non solo con l’annunciata console gioco ibrida Atari VCS dallo stile retro e dal cuore tecnologicamente avanzato. La società prova a rientrare in gioco inserendosi nel settore dei crypto token.

Durante la primavera 2020, infatti, Atari SA ha annunciato una token sale per un progetto di piattaforma di gioco on demand dove i gamer potranno utilizzare due distinti token da usare successivamente per acquistare giochi, opzioni e tanto altro.

L’Atari token (ATRI)

Il primo di questi token ad essere stato emesso è l’Atari token (ATRI), al momento giunto alla terza fase di token sale.

Seguirà una IEO (Initial exchange offering) sul crypto exchange bitcoin.com, dove il token sarà a disposizione di un pubblico più ampio.

Perché Atari vuol entrare nel settore delle criptovalute?

Atari non punta tanto al settore delle criptovalute, quanto a sfruttare la tokenizzazione e in particolare le tecnologie dei sistemi distribuiti.

Atari, infatti, dal 2018 ha dato mandato a società esterne di realizzare una piattaforma di gioco basata su quella che comunemente e molto volgarmente viene definita tecnologia blockchain, ma forse meglio sarebbe etichettarla come tecnologia di registro distribuito (DLT). Così è nata l’idea di Atari Chain, che risulta in fase di sviluppo.

Obiettivo? Tentare il salto dagli anni ‘80 dello scorso secolo, agli anni ‘20 del primo secolo del nuovo millennio per ritornare in partita. Per tornare a contare in un settore, quello del gaming, in costante crescita e che raramente ha conosciuto momenti di crisi.

Come funziona l’Atari token ATRI?

Il token ATRI è un ERC-20 generato sulla Ethereum blockchain, l’indirizzo dello smart contract è 0xdacd69347de42babfaecd09dc88958378780fb62.

Il total supply è stabilito in 7,7 miliardi di token ATRI, si legge su Etherscan.

Il token potrà essere usato sulla piattaforma di gioco Atari, sul casinò online che Atari sta aprendo, per scommettere sul servizio di betting pianificato, e per acquisti su altre piattaforme di gioco con cui la società sta lavorando per estendere l’uso del suo token ATRI.

Al momento Plex, ad esempio, sarà disponibile attraverso Atari VCS e in futuro potrebbe unirsi all’ecosistema del token ATRI.

Naturalmente del token si potrà fare anche scambio sulle piattaforme e bitcoin.com, che ospiterà la IEO, sarà la prima. Ma questo aspetto, seppur evidenziato sul sito della token sale di ATARI, non è messo in bella evidenza, e questo va preso come un segno positivo e non come un fattore negativo.

Insomma, potrebbe esserci qualcosa di più del mero tentativo di dragare fondi a danno degli investitori, anche perché Atari SA è una società quotata alla Borsa di Parigi e fare i furbi non gli converrebbe poi così tanto. Non solo il titolo ne subirebbe un danno, ma la società potrebbe essere messa sotto inchiesta per manipolazione di mercato o per truffa ai danni degli investitori e, alla stregua, essere cacciata dal mercato finanziario francese.

Per saperne di più, atarichain.com.

This article was originally posted on FX Empire

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