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Atlantia: per fondo inglese TCI la valutazione tra 8,5-9,5 mld non è equa

Alessandra Caparello
·1 minuto per la lettura

Il Fondo inglese TCI, socio di Atlantia con una quota vicina al 10%, torna in campo nell’affaire Autostrade e chiede un’ulteriore proroga per l'offerta vincolante a fine febbraio. Il Fondo britannico in particolare ritiene "non equa" la valutazione tra 8,5 e 9,5 miliardi di euro effettuato da CDP e i partner Blackstone e Macquarie visto che, a suo dire, l'asset vale almeno 11-12 miliardi. Jonathan Amouyal, partner di TCI, in un’intervista con Il Sole 24 Ore, accusa il governo di "violazione dei principi dell'UE", auspicando una vendita "trasparente" guidata da "intermediari finanziari affidabili ed esperti". La "proposta informale" avanzata da CDP "continua a sottovalutare la partecipazione di Atlantia in Autostrade" e ricorda che, nel 2017, la holding "ha venduto una partecipazione del 12% in ASPI a un gruppo di investitori internazionali per una valorizzazione complessiva di 15 miliardi di euro". L'asset potrebbe valere "tranquillamente" 11-12 miliardi, ma "la minaccia di revoca senza il pagamento del risarcimento dovuto, come previsto dal quadro normativo, ha dissuaso molti potenziali acquirenti dal partecipare al processo di cessione dell'asset".