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La manifestazione dei sindacati a Roma contro i fascismi

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AGI - Sindacale, libera, lontana dalle sirene dei partiti e della politica, unita sotto lo slogan "Mai più fascismi". Si presenta così la manifestazione indetta in piazza San Giovanni a Roma da Cgil, Cisl e Uil a una settimana dall'assalto alla sede nazionale del sindacato di Corso d'Italia. Si è trattato di "un attacco a tutto il sindacato confederale italiano, al mondo del lavoro e alla nostra democrazia".

Per questo "chiediamo che le organizzazioni neofasciste e neonaziste siano messe nelle condizioni di non nuocere sciogliendole per legge”, dichiarano i segretari generali delle tre Confederazioni sindacali richiamando "tutti i cittadini e le forze sane e democratiche del Paese a mobilitarsi e a unirsi in piazza". Da nord a sud, dai giornalisti agli artigiani e ai partiti di diversi schieramenti politici il richiamo è stato forte e saranno in migliaia a scendere in strada.

"Quando si attacca un sindacato in realtà è un attacco a tutte le organizzazioni sindacali, in realtà quella è una ferita alla democrazia. Un'offesa alla nostra Costituzione ed è un modo di violentare il mondo del lavoro. Sono convinto che sarà una bella giornata per tutto il nostro Paese", dice il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini sottolineando che quella di domani "non è una manifestazione per la Cgil, ma per la democrazia del nostro Paese e per estendere i diritti e le tutele nel mondo del lavoro".

Non dello stesso avviso il leader della Lega, Matteo Salvini, che la definisce "una manifestazione di parte" e propone di lavorare "insieme per isolare i violenti, di destra, di sinistra, senza andare alla guerra".

Gli risponde il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, ribadendo che quella di domani "è e rimane solo una manifestazione autenticamente sindacale, libera, lontana dalle sirene dei partiti e della politica. Vogliamo affermare i valori democratici e mettere al centro il lavoro, la crescita e il contrasto a ogni forma di fascismo".

Non solo antifascismo ma a tornare in piazza saranno anche i temi del lavoro. "Dobbiamo ridisegnare questo Paese, utilizzando le risorse del Pnrr per realizzare gli investimenti e, soprattutto, per dare ai giovani una prospettiva occupazionale e per difendere coloro che il posto di lavoro già ce l'hanno", dice il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, aggiungendo che "le risorse ci sono, appartengono a tutti e perciò bisogna usarle bene e presto per cambiare il Paese e creare occupazione stabile".  Per evitare disordini i tempi saranno più brevi, un paio d'ore circa la durata stimata, e nessun corteo.

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