Italia Markets closed
  • FTSE MIB

    22.352,46
    +151,02 (+0,68%)
     
  • Dow Jones

    29.910,37
    +37,90 (+0,13%)
     
  • Nasdaq

    12.205,85
    +111,44 (+0,92%)
     
  • Nikkei 225

    26.644,71
    +107,40 (+0,40%)
     
  • Petrolio

    45,53
    -0,18 (-0,39%)
     
  • BTC-EUR

    14.785,12
    +419,70 (+2,92%)
     
  • CMC Crypto 200

    333,27
    -4,23 (-1,25%)
     
  • Oro

    1.788,10
    -23,10 (-1,28%)
     
  • EUR/USD

    1,1970
    +0,0057 (+0,4788%)
     
  • S&P 500

    3.638,35
    +8,70 (+0,24%)
     
  • HANG SENG

    26.894,68
    +75,23 (+0,28%)
     
  • Euro Stoxx 50

    3.527,79
    +16,85 (+0,48%)
     
  • EUR/GBP

    0,8984
    +0,0068 (+0,77%)
     
  • EUR/CHF

    1,0811
    +0,0014 (+0,13%)
     
  • EUR/CAD

    1,5539
    +0,0038 (+0,24%)
     

Attese e mercati, l’attività manifatturiera ai livelli pre-coronavirus

Virgilio Chelli
·3 minuto per la lettura
Attese e mercati, l’attività manifatturiera ai livelli pre-coronavirus
Attese e mercati, l’attività manifatturiera ai livelli pre-coronavirus

L’attività manifatturiera recupera i livelli di febbraio. Indicatori contrarian contrastanti, Wall Street tra euforia e paura. I futures prezzano un picco di volatilità per quando l’America andrà a votare

IL RECUPERO GLOBALE DELLA MANIFATTURA

L’America resta un po’ indietro al resto del mondo nell’uscita dal virus, essendo entrata più tardi nella crisi, ma in ogni caso tutte le economie del pianeta stanno beneficiando dell’enorme stimolo messo in campo da governi e banche centrali, e gli effetti si vedono soprattutto sugli indici dell’attività manifatturiera. Nella media dei paesi sviluppati non solo è stato recuperate tutto il terreno perso con il lockdown, ma siamo ai massimi da fine 2018, mentre gli emergenti sono appena indietro, come si vede nel grafico qui sotto. Attività manifatturiera Paesi sviluppati ai massimi da fine 2018 (Fonte: BeSpoke) Da notare che il recupero si realizza nonostante siano ancora in vigore una serie di vincoli e restrizioni che impediscono di dispiegare tutto il potenziale produttivo. In particolare in USA l’ISM manifatturiero continua a avanzare in territorio espansione a 54,2 in luglio da 52,6 a giugno, ai massimi da marzo 2019, mentre nell’Eurozona il PMI manifatturiero ha superato il crinale a 51,8, da 47,4 e in Gran Bretagna tocca invece i massimi di 16 mesi a 53,3 da 50,1 di giugno. Stesso trend in Cina, dove l’indice corrispondente a luglio è avanzato a 52,8 da 51,2 di giugno.

Attività manifatturiera Paesi sviluppati ai massimi da fine 2018 (Fonte: BeSpoke)
Attività manifatturiera Paesi sviluppati ai massimi da fine 2018 (Fonte: BeSpoke)

INDICATORI CONTRARIAN CONTRASTANTI

Di questi tempi sono molto popolari gli indicatori tecnici, l’analisi grafica e gli indicatori contrarian, vale a dire quelli che indicano la direzione opposta rispetto a quella verso cui probabilmente si dirigerà il mercato. In altre parole, se molti si dichiarano rialzisti è probabile che il mercato sia destinato a scendere, e viceversa. Uno molto seguito in USA è quello elaborato settimanalmente dalla American Association of Individual Investors: l’ultimo rileva una percentuale di Tori poco sopra il 20% mentre gli Orsi sono vicini al 50%. Il problema con questo tipo di indici è che quelli che ‘prevedono’ che il mercato scenda in realtà lo sperano, perché sono seduti su tanta liquidità e pronti a entrare se i prezzi stornano. Sembra che sui fondi monetari siano parcheggiati qualcosa come 4.500 mld di dollari. Un indicatore più preciso è l’indice Fear & Greed elaborato da CNN, vedi qui sotto, che non si basa su interviste ma su dati di mercato, come le opzioni pull e call, le medie mobili o quanti titoli dello S&P 500 sono ai massimi o ai minimi di 52 settimane. Indice CNN Fear & Greed (alla chiusura di wall street di venerdi’ 7 agosto 2020, fonte CNN Business)

Indice CNN Fear & Greed (alla chiusura di wall street di venerdi’ 7 agosto 2020, fonte CNN Business)
Indice CNN Fear & Greed (alla chiusura di wall street di venerdi’ 7 agosto 2020, fonte CNN Business)
Anche questo è un indicatore contrarian, più forte la paura, più conviene comprare, più forte è l’ingordigia, più bisogna stare attenti. A marzo era crollato a 2 punti, panico totale, chi ha comprato non si è pentito. Se supera 80 bisogna cominciare a preoccuparsi. Un anno fa era a 25, paura forte per la guerra dei dazi USA-Cina, si preparava il rally che avrebbe portato Wall Street ai massimi storici di febbraio.

TURBOLENZE PRESIDENZIALI IN ARRIVO

12 settimane esatte dal voto per le presidenziali americane si avvicina l’appuntamento della convention del 17 agosto, quando il candidato democratico Biden dovrà indicare il vice che completerà il ticket con cui si presenterà agli elettori. Per il quasi 78enne ex numero due di Obama la scelta è molto importante, perchè il vice diventa numero uno se viene a mancare il titolare, come successe a Johnson dopo l’assassinio di JFK e a Ford dopo le dimissioni di Nixon. Il mercato dei futures del VIX, l’indice della volatilità, mostra che diversi investitori si stanno proteggendo da possibili turbolenze presidenziali in arrivo. Il VIX infatti viaggia oggi tranquillo ai minimi di 5 mesi, ma i prezzi dei futures puntano a un’impennata tra fine ottobre e inizio novembre, in coincidenza con il voto, come si vede nel grafico qui sotto. Futures sul the Cboe volatility index
Futures sul the Cboe volatility index
Futures sul the Cboe volatility index