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Attese e mercati, occhi puntati sugli utili societari

Virgilio Chelli
·3 minuto per la lettura
Attese e mercati, occhi puntati sugli utili societari
Attese e mercati, occhi puntati sugli utili societari

L’Europa prepara la riscossa degli utili societari. Occhio al rendimento del T-bond. Per la Corporate America si profila uno scenario politico roseo

L’EUROPA PREPARA LA RISCOSSA DEGLI UTILI

Una delle principali ragioni, se non la principale, della miglior performance di Wall Street rispetto alle controparti europei registrata fin qui nel 2020 risiede sicuramente nella miglior performance delle società quotate sugli indici del NYSE. Con la stagione delle trimestrali che si avvia a conclusione sulle due sponde dell’Atlantico, le stime puntano infatti a un calo di quasi il 24% per gli utili europei nel periodo luglio-settembre mentre le americane hanno contenuto il ribasso a meno dell’8%. La ragione sta nella maggior esposizione ciclica dei listini europei, carichi di titoli finanziari, energetici, del lusso e altre attività penalizzate dai lockdown. Ma l’arrivo del vaccino potrebbe cambiare le carte in tavola, almeno nel breve-medio periodo. Infatti le ultime stime sul primo trimestre del 2021 puntano a un rimbalzo del 30% degli utili delle società europee, contro un aumento contenuto a meno della metà per quelle americane. Per l’intero 2021 le stime continuano a premiare l’Europa, con utili attesi in recupero di oltre il 37%, dopo il calo atteso del 32% nell’intero 2020, mentre gli utili delle società quotate a Wall Street sono visti in crescita poco più del 20%, ma dopo un 2020 che dovrebbe chiudersi con un calo limitato al -12%.

PFIZER RISVEGLIA I TASSI AMERICANI

Il rendimento del titolo del Tesoro americano a 10 anni è il tasso di riferimento del pianeta, ed è forse l’indicatore più importante da tenere sotto osservazione in un mondo finanziario che sembra destinato a essere meno influenzato dal flusso quotidiano di notizie e più attento agli indicatori tecnici. Un anno fa il T-bond rendeva circa il 2%, tolta l’inflazione era vicino a zero. Poi la fuga sui beni rifugio scatenata dalla pandemia faceva schizzare i prezzi e precipitare i rendimenti in area 0,5%. Da allora alti e bassi, non tutti particolarmente significativi, fino all’annuncio di Pfizer sul vaccino, che ha impresso un balzo repentino fino a sfiorare l’1%. Tra il prezzo del T-bond e l’azionario c’è una correlazione inversa, se uno sale l’altro scende. Ma quel rialzo dei rendimenti, soprattutto per la velocità, sembrava incorporare qualcosa di più, la prima avvisaglia di un ritorno alla normalità all’orizzonte, fatta di meno allentamento monetario e di ritorno dell’inflazione che potrebbe richiedere anni. Ma è un orizzonte che il T-bond ‘vede’ e va per questo tenuto d’occhio, anche perché sulla scadenza a 30 anni il movimento è più ampio, come mostra il grafico qui sotto.

RENDIMENTO DEL T-BOND A 30-ANNI (LINEA NERA) E A 10-ANNI (LINEA BLU)

SCENARIO ROSEO PER LA CORPORATE AMERICA

Lo scenario della nuova amministrazione americana si sta delineando più chiaramente, con la certezza di Biden alla Casa Bianca e probabilità sempre più elevate di un Senato a maggioranza repubblicana. Gli ultimi conteggi assegnano infatti al partito del presidente uscente 50 seggi su 100. Restano in bilico i due della Georgia che saranno assegnati con ballottaggio il 5 gennaio. Se i Dem dovessero aggiudicarseli entrambi, cosa ritenuta altamente improbabile, avrebbero la maggioranza grazie a Kamala Harris, che in quanto vice-presidente è anche di diritto presidente del Senato. Un’amministrazione Dem e un Senato repubblicano, con la leader della Camera Nancy Pelosi data in uscita e un buon feeling tra il capo dei senatori repubblicani Mitch McConnell e il ticket Biden-Harris, sarebbe uno scenario decisamente favorevole per la Corporate America, perché vorrebbe dire probabilmente un rinvio almeno fino alle elezioni di mid-term del 2022 di ogni pesante intervento sul fronte delle tasse societarie, da quelle sugli utili ai capital gain. Il tutto accompagnato da un ammorbidimento dei toni, se non nella sostanza, del confronto con Cina e Europa, soprattutto in materia commerciale e ambientale.