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Australia si unisce a boicottaggio diplomatico Giochi invernali Pechino

·1 minuto per la lettura
Il primo ministro australiano Scott Morrison

SYDNEY/PECHINO (Reuters) - L'Australia si unirà agli Stati Uniti nel boicottaggio diplomatico dei giochi olimpici invernali di Pechino, ha annunciato il primo ministro Scott Morrison, dopo che altri Paesi alleati hanno considerato mosse simili per protestare contro le violazioni dei diritti umani in Cina.

Gli Stati Uniti hanno detto che i suoi funzionari governativi boicotteranno le Olimpiadi di Pechino di febbraio a causa delle "atrocità" perpetrate da parte della Cina in materia di diritti umani, poche settimane dopo i colloqui volti ad allentare le tese relazioni tra le due maggiori economie mondiali.

La Cina ha detto che gli Stati Uniti "pagheranno il prezzo" di questa decisione e ha avvertito che risponderà adottando delle contromisure, ma non ha fornito ulteriori dettagli.

Per Morrison la decisione è stata presa a causa delle difficoltà incontrate dall'Australia nel riaprire i canali diplomatici con la Cina per discutere le presunte violazioni dei diritti umani nella regione occidentale dello Xinjiang e le mosse di Pechino contro le importazioni australiane.

Nell'annunciare i piani, Morrison ha detto che Pechino non ha risposto a diverse questioni sollevate da Canberra, comprese le accuse di violazioni dei diritti umani.

"Pertanto non è sorprendente quindi che i funzionari del governo australiano non vadano in Cina per quei giochi", ha detto Morrison ai giornalisti a Sydney. Gli atleti australiani parteciperanno.

(Tradotto da Alice Schillaci in redazione a Danzica, in redazione a Roma Francesca Piscioneri, alice.schillaci@thomsonreuters.com, +48587696614)

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