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##Auto: ripresa globale forte, target 83mln veicoli in 2021 (+8,5%)

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Image from askanews web site
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Milano, 17 giu. (askanews) - La ripresa globale del mercato auto è "più forte del previsto", con una crescita stimata per il 2021 dell'8,5% a 83 milioni di veicoli, rispetto ai 77 milioni dello scorso anno. Ma per tornare ai livelli pre-Covid di 90 milioni di veicoli bisognerà attendere il 2023 e solo nel 2025 si toccheranno i livelli del 2017-2018 di 94 milioni. È quanto prevede la società di consulenza AlixPartners nel suo Global Automotive Outlook 2021, giunto alla 18esima edizione.

A trainare la ripresa è stato un mix di fattori: "forti stimoli governativi" (13.700 miliardi nei maggiori 11 Paesi del mondo, 7 volte quanto speso nella crisi del 2009, 20 volte per quanto riguarda l'Europa), aspettative positive sulle economie mondiali (il Pil di Stati Uniti e Cina dovrebbe crescere del 6% nel 2021 mentre l'Europa sarà in piena ripresa nel 2022) e un clima di maggior fiducia nei consumatori. Ma la ripresa dei mercati non sarà omogenea: in Cina le vendite di auto supereranno già quest'anno i livelli del 2019, negli Stati Uniti la piena ripresa avverrà nel 2023, mentre in Europa non si prevede nei prossimi cinque anni un ritorno ai livelli del 2019 (20,6 mln auto), con una stima di 20 milioni di auto nel 2025, il 45% dei quali suv (32% nel 2018)

In Italia le vendite dovrebbero attestarsi a 1,7 milioni di veicoli nel 2021 (1,5 mln nel 2020) per poi salire a 1,9 milioni nel 2025 (metà dei quali suv), circa 200mila veicoli in meno rispetto ai valori pre-pandemia.

La quota di mercato delle auto elettriche (Bev) subirà nei prossimi anni un forte aumento: a livello mondiale salirà dal 3% conquistato nel 2020 all'11% nel 2025 e al 24% nel 2030; in Europa crescerà al 17% nel 2025 e al 32% nel 2030. In Italia la quota di mercato delle auto elettriche (Bev) passerà dal 2% del 2020 al 13% nel 2025 e al 24% nel 2030. Le auto Plug-in hybrid (Phev) e ibride (Hev) rappresenteranno un ulteriore quota pari al 60% nel 2025, per poi salire ancora al 67% nel 2030. Sempre nel 2030 il mix di Bev e Phev rappresenterà il 28% del mercato globale (36% Cina, 42% Europa, 29% Usa), il che significa che oltre il 70% del parco circolante globale a fine decennio sarà ancora rappresentato da auto con motori termici.

Per sviluppare l'elettrico le case auto aumenteranno gli investimenti del +41% a 330 mld di dollari al 2025 rispetto a stime precedenti di 234 mld nel periodo 2020-2024. Saranno le piattaforme per auto di grandi dimensioni (segmento E) a raggiungere per prime i volumi del termico indicativamente nel 2023, mentre per le auto più piccole (A e B) bisognerà attendere il 2028 e per i segmenti C e D anche oltre. Questo perché l'innovazione viene introdotta prima sui modelli di punta che hanno più margini e permettono di assorbire prima i costi di sviluppo.

Per vedere una discesa dei prezzi dell'elettrico bisognerà invece attendere il 2025 quando i costi delle batterie dovrebbero attestarsi intorno ai 100 usd per kW: oggi un Bev costa ancora in media fra 8mila e 11mila dollari in più del termico. Altro tema delicato sono le infrastrutture di ricarica. Secondo Alixpartners servono 300 miliardi di investimenti al 2030 a livello globale per raggiungere un livello di copertura adeguato al circolante.

L'elettrificazione richiederà notevoli cambiamenti nel modello di business del settore. A partire dalla necessità di riconversione degli impianti produttivi. In Europa le fabbriche di auto oggi sono 137, 34 (pari al 25%) saranno riconvertite nei prossimi anni, ma almeno tre sono a rischio chiusura con un target di 134 impianti nel 2027. L'Europa presenta più rischi sotto il profilo occupazionale perché ha più fabbriche per motori termici e perché il recupero di volumi sarà più lento, come negli Usa. Per Cina, Giappone e Corea invece l'impatto della transizione sarà limitato perché hanno già fabbriche impostate sull'elettrico.

Altra aspetto da rivedere è la catena dei fornitori. I costruttori puntano a produrre in casa i componenti dell'elettrico, a partire da batterie, magneti e e-motor che nel 2025 saranno prodotti per il 70-80% dai costruttori (Oem) per recuperare redditività. Oggi a dominare la produzione di batterie è la Cina che ha Gigafactory per 350 GWh e una quota di mercato del 77%, ma nel 2025 diminuirà al 55%, mentre cresceranno l'Europa che avrà una capacità installata di 369 GWh (27% del mercato) e gli Usa con 204 GWh (15%).

L'Italia, secondo Alixpartners può giocare un ruolo da protagonista se sarà realizzata, facendo leva su 10 miliardi di risorse del Pnrr, la Gigafactory di Automotive Cells Company, la joint venture di Stellantis e Total che nel 2030 potrebbe soddisfare tutta la produzione di Bev in Italia. Quanto a partnership e joint ventures, nel 2020 sono state 153 (+27%), trainato dall'elettrico (+38%) che ha coinvolto diversi settori (tech e energia).

Sono due invece i potenziali ostacoli alla crescita del settore: materie prime e chip. Le materie prime sono sui massimi, il costo per veicolo è praticamente raddoppiato passando da una media di 1.875 dollari del 2020 a 3.636 dollari di maggio 2021. Nel 2022 il costo dovrebbe mantenersi intorno ai 3mila dollari per poi abbassarsi gradualmente. La crisi dei chip invece comporterà nel 2021 una perdita di 3,9 milioni di veicoli che saranno recuperati più avanti, mentre già a fine anno si dovrebbero vedere segnali di un graduale ritorno alla normalità.

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