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Autogol di Renzi: apre la crisi sul Mes ma ora gli interessi sul debito risalgono

Claudio Paudice
·Giornalista, L'HuffPost
·2 minuto per la lettura
spread (Photo: HP)
spread (Photo: HP)

Uscire dalla maggioranza perché non si è fatto ricorso al Mes, che consentirebbe di risparmiare qualche centinaia di milioni di euro di interessi sul debito, innescando però l’effetto opposto, una risalita degli interessi a causa dell’incertezza politica generata dalla crisi di Governo aperta da lui stesso nel pieno della pandemia. È il clamoroso autogol riuscito a Matteo Renzi con il ritiro delle ministre Teresa Bellanova ed Elena Bonetti dall’esecutivo Conte, foriero di nuove turbolenze sui mercati per i titoli di debito italiani. Dopo un avvio stabile lo spread tra Btp e Bund ha accelerato fino a sfiorare i 120 punti, in rialzo di 10 punti ai massimi da novembre, col rendimento del decennale salito allo 0,65%. La variazione è per il momento contenuta, grazie soprattutto alla rete di sicurezza della Bce sui titoli di debito pubblico dell’eurozona, come notano gli analisti di Equita: ci sono molti scenari “ancora possibili” che escludono le elezioni anticipate, e “pensiamo che le tensioni sullo spread possano essere limitate grazie al supporto degli acquisti della Bce, anche se aumenterebbero le preoccupazioni sull’efficacia dell’azione di governo”.

La crisi è aperta e al momento nessuno sa ancora come uscirne. Di certo, molte forze politiche, a partire da Italia Viva, sono convinte che le elezioni anticipate non ci saranno. Secondo Morgan Stanley tuttavia non possono essere escluse: “Il rischio politico del 2021 in Europa sembrava modesto, con elezioni programmate solo in Germania e nei Paesi Bassi, che avrebbero dovuto portare a cambiamenti di minor rilievo. Il riemergere del rischio politico italiano mette in discussione questa prospettiva: le elezioni anticipate sembrano possibili e probabilmente porterebbero ad un nuovo governo, meno allineato con l’Ue”.

Insomma, la fiammata dello spread per ora indica che i mercati non sono preoccupati...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.