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Autostrade, Benetton: attacchi ingiusti, famiglia è parte lesa

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Milano, 1 dic. (askanews) - "Gentile direttore, trovo necessario fare chiarezza su un grande equivoco, nessun componente la famiglia Benetton ha mai gestito Autostrade". Inizia così la lunga lettera che Luciano Benetton ha inviato oggi ai giornali, difendendo la famiglia ("ci riteniamo parte lesa") contro la "campagna d'odio" che si è scatenata anche da parte di esponenti del Governo ("inaccettabile additarci come malavitosi"), e chiedendo alle istituzioni "serietà, non indulgenza".

"La famiglia Benetton è azionista al 30% di Atlantia che a sua volta controlla la società Autostrade - spiega Benetton - Atlantia è una azienda quotata in borsa che ha il 70% di azionisti terzi nazionali e internazionali, tra cui sono presenti importanti fondi sovrani e investitori a lungo termine, che nulla hanno a che vedere con la famiglia Benetton. Le notizie di questi giorni su omessi controlli, su sensori guasti non rinnovati o falsi report, ci colpiscono e sorprendono in modo grave, allo stesso modo in cui colpiscono e sorprendono l'opinione pubblica. Ci sentiamo feriti come cittadini, come imprenditori e come azionisti".

"Come famiglia Benetton ci riteniamo parte lesa - sottolinea Benetton - Di sicuro ci assumiamo la responsabilità di aver contribuito ad avvallare la definizione di un management che si è dimostrato non idoneo, un management che ha avuto pieni poteri e la totale fiducia degli azionisti e di mio fratello Gilberto che per come era abituato a lavorare, di sicuro ha posto la sicurezza e la reputazione dell'azienda davanti a qualunque altro obiettivo. Sognava che saremmo stati i migliori nelle infrastrutture".

"Non cerco indulgenza per Autostrade, chi ha sbagliato deve pagare, ma quello che trovo inaccettabile - prosegue - è la campagna di odio scatenata contro la nostra famiglia, con accuse arrivate da subito e che continuano tutt'ora con veemenza da parte di esponenti del governo, come l'onorevole Di Maio, che addita la famiglia come fosse collusa nell'aver deciso scientemente di risparmiare sugli investimenti in manutenzioni. In pratica come fosse malavitosa. Questo è inaccettabile, chi ci conosce sa come lavoriamo, basta guardare i risultati ottenuti con Autogrill o l'aeroporto di Roma, due realtà che sono diventate leader a livello internazionale. Siamo azionisti di lungo periodo che si sono sempre posti come obiettivo la crescita del valore delle aziende tenuto conto dell'interesse di tutti, utenti, clienti, lavoratori, investitori e azionisti".