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Autostrade, Marattin (IV): No a una revoca di pancia

Red/Rar

Milano, 5 gen. (askanews) - "Preferiamo credere che la tanto annunciata 'ripartenza di gennaio' includa anche una riflessione non di pancia" sulla vicenda Autostrade. Così, in un'intervista al Corriere della Sera, Luigi Marattin, vicecapogruppo di Italia Viva alla Camera.

"In uno Stato di diritto le responsabilità, e mi riferisco al crollo del ponte Morandi, sono accertate dalla magistratura. Non si può non partire da qui prima di decidere sulla sorte della concessione ad Aspi - ha dichiarato - Se invece vogliamo discutere di come funziona in generale il modello concessorio, allora è chiaro che non ha ben performato e che bisogna intervenire, ma non con norme scomposte inserite nel decreto Milleproroghe. Che non sono adatte né a questo scopo né alla questione della eventuale revoca, appunto".

"L'eventuale revoca non può che basarsi su un fatto acclarato. Non può avvenire perché qualcuno fa un post su Facebook", ha proseguiro Marattin. "Come in molti altri casi in cui in Italia si è allocata una risorsa pubblica, anche le concessioni autostradali sono spesso state fatte male. Ritagliate più sui bisogni dei concessionari che sugli interessi collettivi. Ma per risolvere il problema senza dare l'impressione di essere in una repubblica delle banane, non si agisce in questo modo improvvisato. In un Paese serio, a contare sono le sentenze e le inchieste, non le condanne sul web dei tribuni del popolo. Se Aspi risulterà responsabile, la concessione deve essere revocata".

"Le disponibilità manifestate da Tomasi (Ad di Aspi, ndr) sono comunque positive e meritano un approfondimento", ha osservato Marattin. "Italia viva è in prima fila nel chiedere una riforma del sistema. Per noi bisogna partire dal rafforzamento dell'Authority dei trasporti, che è chiaramente debole, e quindi revisionare le concessioni".