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Autostrade per l’Italia dopo 22 anni torna a controllo pubblico

·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 31 mag. (askanews) - Dopo 22 anni, con il voto favorevole dei soci di Atlantia all'offerta presentata dal consorzio formato da Cdp e dai fondi Blackstone e Macquarie, Autostrade per l'Italia si avvia a tornare sotto il controllo pubblico concludendo l'era Benetton. Termina così una delle grandi operazioni di dismissione delle partecipazioni statali intraprese alla fine degli anni '90. Per l'ufficializzazione occorrerà attendere la riunione del Cda di Atlantia, che si terrà entro l'11 giugno, per pronunciarsi sull'offerta, decisione che appare comunque scontata alla luce del voto assembleare. L'operazione ha un valore di circa 9,3 miliardi e potrebbe concludersi entro la fine di giugno

Era il 1950 quando l'Iri costituì la Società autostrade concessioni e costruzioni che aveva l'obiettivo di partecipare insieme ad altri grandi gruppi industriali alla ricostruzione dell'Italia, uscita devastata dalla Seconda guerra mondiale e realizzare le arterie stradali indispensabili per un paese in pieno boom economico. Nel 1956 infatti viene firmata la prima convenzione con l'Anas per la realizzazione dell'Autostrada del sole, ovvero l'arteria che collega Milano e Napoli.

Nel 1982 si costituisce il Gruppo Autostrade, con l'aggregazione di altre società autostradali, mentre nel 1987 Autostrade concessioni e costruzioni viene quotata in borsa, nel listino Mib30. Nel 1999 poi Autostrade viene privatizzata, con il 30% che va a un nucleo di azionisti stabili, riuniti nella società Schemaventotto, controllata della famiglia Benetton tramite Edizione e il restante 70% viene destinato alla Borsa.

Nel 2002 Schemaventotto annuncia la volontà di consolidare la sua posizione in Autostrade lanciando un'Opa con un nuovo veicolo denominato Newco28. L'Opa raccoglie il 54,1% del totale delle azioni di Autostrade che si va ad aggiungere al 30% già posseduto. Nel 2003 nasce così Autostrade per l'Italia alla quale vengono conferite le attività di concessione auostradale in capo ad Autostrade, che nel 2007 diviene Atlantia.

Il 14 agosto del 2018 crolla il Ponte Morandi causando la morte di 43 persone. Il viadotto rientrava nella gestione di Autostrade per l'Italia in quanto costituiva il tratto finale dell'autostrada A10. In seguito alle polemiche sorte intorno alle responsabilità sulla manutenzione del ponte, il Governo italiano, nel luglio scorso, ha raggiunto un accordo con Atlantia per la cessione di Aspi. Inizia così una lunga fase di trattativa tra Atlantia e Cdp sul valore di riferimento per l'acquisto della quota di Autostrade per l'Italia, in consorzio con i fondi Blackstone e Macquarie, che si conclude il primo aprile scorso con l'invio dell'offerta finale.

L'assemblea di Atlantia ha approvato oggi la proposta del Cda con il voto favorevole di 1.129 azionisti, pari all'86,6% del capitale presente. Contro si è espresso invece il 12,75%, astenuto lo 0,39%.

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