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Autunno "duro" e ipotesi nuovi lockdown: parla il ministro Boccia

Primo Piano
·2 minuti per la lettura

"Sappiamo di andare incontro a un autunno duro”, è questo l’avvertimento del ministro agli Affari Regionali Francesco Boccia sul Corriere della Sera. “Il lavoro congiunto con le Regioni - ha aggiunto - ci ha fatto rafforzare le reti sanitarie. L'ondata era prevedibile perché quando si torna alla vita a pieno regime il virus circola, ma se tutti rispettano le regole reggeremo, grazie alle reti sanitarie e ai comportamenti di ciascuno".

"Non abbiamo problemi di tamponi, né di mascherine perché le produciamo in Italia - ha osservato - le linee guida nazionali vengono rispettate in 19 regioni anche con ottimi risultati, poi la ventesima scrive norme che creano caos. Questo è un errore, deve chiedere l'intervento della Protezione civile".

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Sulla Sardegna ha detto: "È chiaro che la leale collaborazione non c'è stata, tanto che il Tar ha accolto l'impugnativa del governo sui test". Mentre sul Piemonte: "aveva sottoscritto linee guida condivise. Non è che a scuola non vogliono misurare la febbre ma devi dargli i termoscanner".

E allora "se una regione fa di testa propria l'impugnazione delle ordinanze resta un'arma, anche a tutela delle altre 19. Il compito del governo è coordinare il tavolo, altrimenti è una Babele". Sugli stadi "aspettiamo le valutazioni tecniche e poi anche su questo troveremo soluzioni condivise".

"Un lockdown nazionale è da escludere, mentre interventi mirati sui territori sono sempre possibili, in base alla situazione epidemiologica - ha dichiarato - ma al momento non vedo situazioni a rischio". Sul voto alle Regionali e le ripercussioni sul governo "non faccio previsioni, dico solo che veniamo dall'anno più difficile della storia recente del Paese e non avere accanto a noi in campagna elettorale gli altri partiti della maggioranza di governo non è stata una grande mossa".

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