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Avril Haines a capo dell'Intelligence Usa. Il Senato conferma la prima nomina Biden

Giulia Belardelli
·Giornalista, HuffPost
·1 minuto per la lettura
(Photo: Pool via Getty Images)
(Photo: Pool via Getty Images)

“Quando si tratta di intellicenge, semplicemente non c’è posto per la politica”. Con questo biglietto da visita è stata confermata al Senato la prima nomina di Joe Biden: Avril Haines, prima donna a ricoprire l’incarico di Director of National Intelligence. Sarà lei a guidare un apparato di intelligence che include la CIA, la National Security Agency e altre 15 agenzie e organizzazioni del governo federale. Avvocata, già vicedirettrice dell’Agenzia centrale per l’Intelligence e consigliera sulla sicurezza nazionale del presidente Barack Obama, Haines (51 anni) è stata confermata con un forte sostegno bipastisan (84 voti a favore e 10 contrari), un segnale che suggerisce la disponibilità del partito repubblicano a collaborare con il team di Biden almeno sul delicato tema della sicurezza nazionale.

Dallo spionaggio cinese al terrorismo domestico, i dossier sul tavolo di Haines non potrebbero essere più delicati e urgenti. “Data l’importanza cruciale del ruolo del direttore dell’Intelligence nazionale per la sicurezza del nostro Paese, è opportuno che Avril Haines sia diventata il primo membro della nuova amministrazione a essere confermato dal Senato in una schiacciante votazione bipartisan”, ha dichiarato il senatore dem Mark R. Warner, presidente entrante del Senate Intelligence Committee. L’incarico – ricorda il Washington Post – è stato creato sulla scia degli attacchi dell′11 settembre 2001 per aiutare a coordinare un complesso apparato di intelligence.

Nella sua udienza di conferma, Haines si è impegnata a “salvaguardare l’integrità” del lavoro di intelligence e a garantire che sia libero da influenze politiche. Una promessa, questa, che suona come un ‘mai più’ rispetto alle pressioni e agli affondi di Donald Trump. L’ex presidente, infatti, dipingeva i leader d...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.