Italia Markets closed

Avvocato gen. Corte Ue contro norma stop Vivendi acquisto 28% Mediaset

BOL

Roma, 18 dic. (askanews) - L'Avvocato generale Campos Sánchez-Bordona propone alla Corte di dichiarare che la normativa italiana che impedisce a Vivendi di acquisire il 28% del capitale sociale di Mediaset è contraria al diritto dell'Unione. Tale normativa ostacola la libertà di stabilimento in maniera sproporzionata rispetto all'obiettivo di tutela del pluralismo dell'informazione. Lo rende noto un comunicato della Corte di Giustizia Ue.

Ecco la vicenda, sintetizzata dalla stessa Corte. Nel 2016, la società francese Vivendi SA (in prosieguo: «Vivendi»), al vertice di un gruppo attivo nel settore dei media e nella creazione e distribuzione di contenuti audiovisivi, avviava una campagna ostile di acquisizione di azioni della Mediaset Italia Spa (in prosieguo: «Mediaset»), società italiana del medesimo settore controllata dal gruppo Fininvest 1, giungendo ad acquisirne il 28,8% del capitale sociale, pari al 29,94% dei diritti di voto.

Mediaset denunciava quindi Vivendi dinanzi all'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Italia; in prosieguo: la «AGCom»), accusandola di aver violato la normativa italiana 2 la quale, al fine di salvaguardare il pluralismo dell'informazione, vieta a un'impresa di realizzare, direttamente o indirettamente, attraverso soggetti controllati o collegati 3, oltre il 20% dei ricavi complessivi del cosiddetto «Sistema integrato di comunicazioni» (in prosieguo: il «SIC») 4. Tale percentuale si riduce al 10% se l'impresa detiene nel contempo una quota superiore al 40% dei ricavi complessivi del settore delle comunicazioni elettroniche in Italia. Ciò avveniva nel caso della Vivendi, che già occupava una posizione rilevante nel settore italiano delle comunicazioni elettroniche, in virtù del suo controllo sulla Telecom Italia SpA (in prosieguo: «TIM»). Nel 2017, la AGCom accertava che Vivendi, avendo acquisito le predette partecipazioni in Mediaset, aveva violato la normativa italiana e le ordinava, pertanto, di cessare tale violazione. Pur ottemperando all'ordine dell'AGCom, trasferendo ad una società indipendente la proprietà del 19,19% delle azioni Mediaset, Vivendi impugnava la delibera dell'AGCom dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, chiedendone l'annullamento. In tale contesto, detto giudice chiede, in sostanza, alla Corte di giustizia se la normativa italiana che limita l'accesso al SIC delle imprese attive nel settore delle comunicazioni elettroniche sia compatibile con il diritto dell'Unione.

Nelle sue conclusioni odierne, l'Avvocato generale Manuel Campos Sánchez-Bordona ritiene che, nell'ambito della causa in esame, occorra valutare se la normativa italiana sia compatibile con la libertà di stabilimento (articolo 49 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea - TFUE), poiché la controversia tra Vivendi e Mediaset ha come sfondo la volontà del gruppo francese di intervenire nella gestione di Mediaset ed acquisire una quota significativa del mercato italiano dei media e non soltanto quella di realizzare un mero investimento di capitali.(Segue)