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Aziende risicole, con rincari sopravvivono solo se di 300 ettari

·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 20 apr. (askanews) - Il gasolio agricolo in due anni è passato da 0,61 a 1,30 euro al litro; il fertilizzante urea da 350 euro a 1000 euro/tonnellata; mentre una mietitrebbiatrice se nel 2020 costava in media 280 mila euro, oggi ne costa 450 mila. In media, la spesa per ettaro di un'azienda risicola di 300 ettari: 3.189 euro e solo un'azienda di queste dimensioni potrebbe essere in attivo a fine anno, considerando una remunerazione media di 512 euro/tonnellata per il riso prodotto. Per sopravvivere, le imprese più piccole dovrebbero arrivare a 600 euro/tonnellata. Sono i risultati dello studio "Bilancio economico dell'azienda risicola. Modello di impostazione e quattro casi rappresentativi: consuntivo 2021 e previsioni per il 2023" presentato nei giorni scorsi dalla associazione laureati in scienze agrarie e forestali di Vercelli, presieduta da Antonio Finassi.

L'indagine evidenzia i nuovi numeri con i quali l'agricoltura deve fare i conti. Si tratta di "cifre insostenibili per la maggior parte delle aziende e aggravate ulteriormente dalla guerra in Ucraina. Per reggere il colpo e uscire dall'angolo, le aziende medio-piccole dovranno affidarsi sempre di più ai contoterzisti, affidando loro la quasi totalità delle lavorazioni", ha sottolineato il presidente dell'associazione dei Contoterzisti Vercellesi e Consigliere Uncai Beppe Delsignore.

"Da parte nostra, abbiamo scelto di non aggiornare al 2022 il tariffario delle lavorazioni agromeccaniche e lasciare alla trattativa privata tra agricoltore e contoterzista la definizione di un prezzo equo per entrambi. L'instabilità dei mercati e delle quotazioni non permetterebbe, infatti, neppure di fissare un listino che dopo due settimane sarebbe già smentito. Tuttavia solo il Governo può evitare che gli aumenti piombino a cascata sui consumatori, spingendo tutti verso la povertà. Per riuscirci dovrebbe prima di tutto puntare a salvaguardare il potenziale produttivo dell'agricoltura italiana. Come? La politica agricola nazionale ed europea deve riconoscere il nuovo scenario per poi prendere immediatamente decisioni coerenti e realistiche, scevre da slogan e ideologie", ha concluso il Consigliere Uncai.

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