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Azionario Asia: borsa Tokyo in lieve rialzo, Nasdaq cinese -4,5%. Fari puntati su Fed, dot pot e probabile upgrade Pil Usa

Laura Naka Antonelli
·4 minuto per la lettura

L'indice Nikkei 225 della Borsa Tokyo ha chiuso la prima sessione della settimana in rialzo +0,17% a 29.766,97 punti. Male le borse di Hong Kong e di Shanghai, che hanno scontato i sell off sui titoli tecnologici. Lo Shanghai Composite ha ceduto -1,5% circa, il CSI 300 è scivolato del 2,7% e il ChiNext, conosciuto come il 'Nasdaq cinese', ha segnato un tonfo fino a -4,5%. L'Hang Seng di Hong Kong ha limitato i danni con una performance praticamente piatta. Market mover cruciale di questa settimana, per l'intero azionario globale, sarà il meeting del Fomc, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve, che si riunirà nei giorni di martedì 16 e mercoledì 17, per poi comunicare la decisione sui tassi mercoledì. Alcuni analisti prevedono che il presidente della Fed Jerome Powell & Co rivedranno al rialzo l'outlook sul Pil Usa a seguito del bazooka fiscale da $1,9 trilioni firmato dal presidente americano Joe Biden, la scorsa settimana. Determinante per l'andamento dei mercati, che continuano a scontare i timori di un brusco ritorno dell'inflazione Usa, sarà la pubblicazione del dot plot, il documento in cui ogni trimestre gli esponenti della Fed indicano quali saranno i livelli che, a loro avviso, i tassi di interesse testeranno nel breve, medio e lungo termine. "Alcuni esponenti del Fomc potrebbero pensare che i tassi dovrebbero essere alzati più presto rispetto a quanto anticipato nel mese di dicembre", hanno scritto gli analisti di ANZ Research in una nota. Occhio alla borsa di Tokyo sul titolo del gigante tecnologico giapponese Rakuten, balzato fino a +24% dopo l'annuncio con cui la società, lo scorso venerdì, ha reso noto che offrirà nuove azioni per raccogliere nuovo capitale per $2,2 miliardi, al fine di competere con le rivali americane. Il Japan Post acquisirà una partecipazione nel capitale pari a +8,3%, la cinese Tencent rileverà il 3,6% e il gigante retail americano Wal-Mart una quota dello 0,9%. Rakuten è attiva in ben 70 business diversi, tra cui quelli dell'e-commerce, delle reti mobili, del video streaming e del fintech. Diversi i dati diffusi dal fronte macroeconomico della Cina. Boom per il dato relativo alla produzione industriale della Cina che, nei mesi di gennaio e febbraio, è balzato del +35,1% su base annua, oltre il +30% atteso dal consensus. Il trend si spiega con i numeri pessimi dello stesso dato nel periodo gennaio-febbraio del 2020, quando la Cina ha sperimentato per prima, rispetto al mondo, gli effetti devastanti sull'economia della pandemia del coronavirus. Rispetto al scorso dicembre del 2020, la produzione industriale dei mesi di gennaio-febbraio 2021 è salita dell'1,4%. Gli stessi motivi che sono alla base del boom della produzione industriale spiegano i trend dei dati delle vendite al dettaglio e degli investimenti fissi in Cina. Nei due mesi di gennaio e febbraio del 2021, le vendite al dettaglio della Cina sono volate del +33,8% su base annua, rispetto al +32% atteso dal consensus. Rispetto al scorso dicembre del 2020, le vendite al dettaglio cinesi dei mesi di gennaio-febbraio 2021 sono scese dell0 0,8%. Sempre nei due mesi di gennaio e febbraio del 2021, gli investimenti in asset fissi della Cina sono balzati del 35% su base annua, al di sotto del +40,9% atteso dal consensus degli analisti. Rispetto al scorso dicembre del 2020, il dato è salito del 5%. Infine, nel mese di febbraio, i prezzi delle nuove case sono saliti in Cina dello 0,5% su base mensile, accelerando il passo rispetto al precedente aumento dello 0,3%. Su base annua, l'incremento è stato del 4,3%, rispetto al +3,9% di gennaio. In generale, i prezzi delle nuove case sono saliti a febbraio in 64 delle 70 principali città della Cina, rispetto ai 53 casi del mese precedente. Dal fronte macro del Giappone, reso noto l'indice del settore terziario,sceso dell'1,7% su base mensile, rispetto al -0,6% stimato dal consensus. Il dato, che monitora le condizioni di salute del settore dei servizi - il più colpito dalla pandemia del coronavirus Covid-19 - è peggiorato rispetto al precedente calo dello 0,4%.