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Azionario mercati emergenti, ecco come difendersi dagli imprevisti

Leo Campagna
Azionario mercati emergenti, ecco come difendersi dagli imprevisti

Il coronavirus conferma la fragilità delle azioni dei Paesi emergenti di fronte a eventi non prevedibili, ma secondo Tim Love di Gam Investments è possibile costruire portafogli in grado di resistere anche ai cosiddetti “cigni neri”

Dopo un convincente 2019 in cui ha registrato un rialzo del 17,6% in euro, l’indice MSCI emerging markets evidenzia un andamento ‘flat’ da inizio anno (-0,3% in euro al 5 febbraio scorso). I mercati emergenti, in seguito a un avvio d’anno promettente e in linea con le altre Borse mondiali, hanno infatti accusato un brusco sell-off – vendita di titoli sul mercato senza limiti né di prezzo né di quantità - sulla scia delle preoccupazioni per una potenziale escalation dell'epidemia di coronavirus.

CIGNI NERI, IL PERICOLO NUMERO UNO DEI MERCATI EMERGENTI

“Già nel 2002-2003, in occasione dello scoppio della sindrome respiratoria acuta grave (Sars), avevamo avvertito che i cosiddetti ‘cigni neri’, gli eventi non previsti che hanno effetti rilevanti, potevano rivelarsi il rischio maggiore per questa asset class”, fa sapere Tim Love, responsabile strategie azionarie Paesi emergenti di Gam Investments. Secondo il quale, sebbene sia presto per valutare se l’epidemia cinese si rivelerà tale, suggerisce di mantenere riserve liquide, assumere un atteggiamento di massima attenzione e di guardare al medio e lungo periodo.

UN APPROCCIO AGNOSTICO RISPETTO ALLO STILE GROWTH E AL VALUE

“L’azionario emergente evidenzia bilanci robusti e ben strutturati e sembra offrire un appeal convincente agli investitori alla ricerca di rendimento, senza che necessariamente adottino un approccio value o growth” spiega Love. Il suo approccio di gestione, infatti, non punta a privilegiare lo stile growth o quello value, quanto piuttosto ad individuare i titoli di alta qualità a valutazioni interessanti, nel contesto di un solido quadro di gestione del rischio. In quest’ottica, un fattore chiave per attenuare i pericoli potenziali in portafoglio resta la diversificazione (a livello di Paese, di settore e di singoli titoli azionari) al pari della costruzione disciplinata delle scelte d’investimento.

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GARANTIRSI LA MASSIMA LIQUIDITÀ IN PORTAFOGLIO

A tale proposito, in un ambiente esposto potenzialmente al risk-off (avversione al rischio), la liquidità dei titoli in portafoglio diventa essenziale se, come sottolinea Love, si ritiene importante poter uscire rapidamente dalle posizioni, se necessario. “Per garantirci la massima liquidabilità privilegiamo i titoli di società di qualità superiore (in termini di free cash flow e capitale circolante) mentre limitiamo rigorosamente gli investimenti nei mercati di frontiera meno liquidi. Il tutto restando fermamente concentrati sulle valutazioni, sui fondamentali e sulla logica di rischio/rendimento” precisa l’esperto.

CATTURARE L’UPSIDE E GESTIRE IL RISCHIO

Love, infine, non trascura il fatto che l’azionario mercati emergenti è stato ampiamente trascurato dagli investitori negli ultimi 12 anni, tuttavia reputa essenziale riuscire a coniugare il potenziale di upside con la capacità di limitare gli effetti dei ribassi di mercato. Per questo, specifica l’esperto, è indispensabile essere posizionati per trarre vantaggio dai rimbalzi che seguono i picchi di minimo.