Italia markets closed
  • FTSE MIB

    22.965,63
    -127,47 (-0,55%)
     
  • Dow Jones

    31.496,30
    +572,16 (+1,85%)
     
  • Nasdaq

    12.920,15
    +196,68 (+1,55%)
     
  • Nikkei 225

    28.864,32
    -65,78 (-0,23%)
     
  • Petrolio

    66,28
    +2,45 (+3,84%)
     
  • BTC-EUR

    41.288,98
    -41,70 (-0,10%)
     
  • CMC Crypto 200

    982,93
    +39,75 (+4,21%)
     
  • Oro

    1.698,20
    -2,50 (-0,15%)
     
  • EUR/USD

    1,1916
    -0,0063 (-0,52%)
     
  • S&P 500

    3.841,94
    +73,47 (+1,95%)
     
  • HANG SENG

    29.098,29
    -138,50 (-0,47%)
     
  • Euro Stoxx 50

    3.669,54
    -35,31 (-0,95%)
     
  • EUR/GBP

    0,8612
    -0,0004 (-0,05%)
     
  • EUR/CHF

    1,1085
    -0,0036 (-0,32%)
     
  • EUR/CAD

    1,5068
    -0,0094 (-0,62%)
     

Azioni, ecco come trovare le imprese migliori in Europa

Leo Campagna
·3 minuto per la lettura
Azioni, ecco come trovare le imprese migliori in Europa
Azioni, ecco come trovare le imprese migliori in Europa

In questa intervista Benjamin Moore (Columbia Threadneedle Investments) illustra il suo approccio d’investimento e approfondisce i concetti di diversificazione, sostenibilità e competitività aziendali

Come investire oggi in Europa riflettendo sul metodo di valutazione delle società e sugli eventi degli ultimi 10 mesi contrassegnati dalla pandemia? In questa intervista Benjamin Moore, Gestore di portafoglio di Columbia Threadneedle Investments, fornisce delle risposte e rivela il suo approccio di investimento, spiegando perché reputa cruciale individuare imprese “straordinarie” in grado di affrontare le occasionali turbolenze.

In cosa consiste scovare imprese “straordinarie”?

“Ricerchiamo tre caratteristiche chiave, a cominciare dalla crescita durante l’intero ciclo economico per assicurarci che tra cinque anni l’azienda sia più grande. In secondo luogo, guardiamo alla redditività del capitale e ad un management in grado di impiegare in modo efficiente il capitale. infine, l’azienda deve esprimere un vantaggio competitivo sostenibile, ovvero l’assetto concorrenziale e le modalità con cui intende affrontarlo. Questo è il fattore più importante in quanto definisce la sostenibilità della crescita e dei rendimenti di lungo termine di una società”

Come individui il vantaggio competitivo di una società?

“Ci avvaliamo di alcuni modelli di riferimento, tra cui le cinque forze del Professore Michael Porter per comprendere le dinamiche concorrenziali di un settore. Inoltre, valutiamo le fonti specifiche di vantaggio competitivo come la forza del marchio, i costi di conversione, i vantaggi di scala, anche grazie a contributi esterni come la struttura elaborata su questo fronte da Morningstar che coadiuva la nostra analisi”

Come gestisci invece il fattore “Sostenibilità”?

“In qualità di investitori di lungo termine la nostra priorità consiste nell’accertarci che le società in portafoglio siano ben gestite. Non devono abusare degli stakeholder chiave e non danneggiare l’ambiente, due comportamenti deleteri ai fini del successo di lungo termine. Il nostro filtro qualitativo ci ha permesso di stare alla larga dai settori a più alta intensità di capitale e più inquinanti per decenni, sia perché le implicazioni ambientali di lungo termine non ci convincono, e sia perché il profilo reddituale è spesso svantaggioso”

Qual è la tua visione della governance?

“Una volta che siamo convinti del profilo economico e del posizionamento competitivo di una società, prendiamo in considerazione la cultura e la qualità del personale, assicurandoci che vi sia una pluralità di talenti e punti di vista in seno all’organizzazione. E‘ inoltre importante che gli incentivi dei dirigenti siano allineati con gli interessi dei nostri clienti”

Ci spieghi la gestione del rischio?

“La diversificazione resta fondamentale e per questo investiamo in un’ampia gamma di settori e mercati. Tuttavia la nostra prima linea di difesa è rappresentata dalla qualità delle imprese in cui investiamo: conoscerle fino in fondo ci aiuta ad attenuare i potenziali pericoli”

Cosa pensi della contrapposizione growth/value?

“Preferisco concentrarmi tra le società cicliche e quelle difensive e basarmi sulla valutazione. Siamo convinti che bassa volatilità non sia necessariamente sinonimo di alta qualità. Poiché puntiamo al lungo termine, il nostro approccio è in grado di gestire la volatilità, pertanto non escludiamo a priori le aziende cicliche. Per quanto riguarda la valutazione, una società straordinaria non rappresenta necessariamente un investimento straordinario. Quando investiamo in un’azienda, pensiamo ai rendimenti potenziali in termini di cash flow generati rispetto al prezzo pagato”

Quali insegnamenti hai tratto dal 2020 e dal Covid-19?

“Non possiamo sapere esattamente cosa succederà o perché, ma possiamo farci trovare preparati, concentrandoci sulle aziende abbastanza solide da riuscire a sopravvivere a shock molto severi. Il nostro approccio è sempre lo stesso: restiamo ancora più convinti dell’importanza di trovare imprese eccezionali in grado di affrontare le occasionali turbolenze”.