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Azioni: ora prevale la fiducia sul value con finanziari, energia e materiali

Leo Campagna
·6 minuto per la lettura
Azioni: ora prevale la fiducia sul value con finanziari, energia e materiali
Azioni: ora prevale la fiducia sul value con finanziari, energia e materiali

Mentre la correzione del Nasdaq ha propiziato interessanti opportunità nell’hi tech, l’asset allocation resta orientata al reflation trade privilegiando i settori più legati al ciclo come finanziari, energia e materiali di base

PRIMA O POI I FONDAMENTALI PRENDERANNO IL SOPRAVVENTO

Nelle ultime settimane gli asset rischiosi sono diventati più sensibili ai movimenti dei rendimenti del mercato obbligazionario, nel momento in cui hanno iniziato a muoversi al rialzo anche i rendimenti reali. “Gli investitori azionari dovrebbero essere pienamente consapevoli del fatto che i titoli che possiedono incorporano valutazioni con elevati multipli prezzo-utili e prezzo–flussi di cassa e che questo implica una duration, ovvero una sensibilità alla variazione dei tassi di interesse, media molto lunga”, fa sapere nell’articolo Il movimento dei rendimenti suggerisce di procedere con cautela Mark Dowding, CIO di BlueBay. Tradotto in pratica, se i tassi salgono come stanno facendo anche quelli reali, scatta un impatto notevole negativo sulla valutazione di tali asset, anche se sono elevate le aspettative di un forte miglioramento degli utili. L’altalena delle quotazioni azionarie, soprattutto dei titoli growth, delle ultime settimane non dovrebbe tuttavia durare all’infinito e, prima o poi, i fondamentali sottostanti prenderanno il sopravvento.

ASSET ALLOCATION ORIENTATA AL REFLATION TRADE

“Sta prendendo forma il nostro scenario di base che prevede un rimbalzo dell’economia globale, seguito da una vera e propria ripresa”, riferisce nell’articolo Il reflation trade favorisce i temi d’investimento legati al value e ai titoli ciclici Stefan Keller, Asset Allocation Strategist di Candriam, la cui asset allocation è in parte orientata al reflation trade, cioè alla crescita dei prezzi stimolata dalla politica fiscale o monetaria, al fine di frenare gli effetti della deflazione nei mesi successivi a una recessione o a un periodo di incertezza economica. “La storia insegna che all’inizio delle fasi di ripresa i rendimenti obbligazionari tendono ad aumentare, mentre l’avversione al rischio diminuisce. Attualmente stiamo assistendo a timori crescenti sull’inflazione, su eventuali strette delle banche centrali e sull’emissione di debito pubblico” spiega Keller.

FOCUS SU FINANZIARI, ENERGIA E MATERIALI

In ogni caso, come fa notare Esty Dwek, Head of Global Macro Strategy di Natixis IM Solutions nell’articolo Azionario, Natixis: “Finanziari, energetici e materie prime possono migliorare” , anche se una forte crescita dei rendimenti potrebbe portare ad una correzione nel breve periodo, è improbabile un sell-off prolungato. I fondamentali alla base del rally azionario sono ancora presenti e si stanno addirittura rafforzando, lo sforzo sulle vaccinazioni sta acquistando velocità, suggerendo l’avvicinamento della riapertura. Il sostegno fiscale è destinato ad aumentare con il programma di Biden e quello monetario non scompare, mentre le prospettive in termini di utili per quest’anno e il prossimo continuano a migliorare. Per questo l’esperta di Natixis rimane costruttiva e crede che settori come il finanziario, l’energetico e quello dei materiali continueranno a beneficiare. Anche le aree geografiche più orientate al value come Europa e Giappone secondo Dwek dovrebbero fare bene, così come l’area Asia-Pacifico ex Giappone, grazie alla maggior esposizione ai mercati delle materie prime e alla crescita cinese.

PERCHÉ È TORNATO INTERESSANTE IL SETTORE BANCARIO

Intanto è ufficialmente iniziato il consolidamento bancario europeo con importanti operazioni in Spagna e in Italia cui se ne aggiungeranno altre, con risvolti positivi per tutto il settore. In Italia, come fa notare James Macdonald, Senior Portfolio Manager del BlueBay Financial Capital Bond Fund di BlueBay Asset Management nell’articolo Perché il 2021 sarà l’anno d’oro delle fusioni bancarie in Europa, l’attività di M&A è destinata sicuramente ad accelerare, dato che sono attive oltre 500 banche. Guardando avanti, l’analisi di BlueBay prevede che la convergenza di solide ragioni strategiche e un atteggiamento favorevole delle autorità dovrebbe realizzarsi pienamente nel 2021, prevedendo un consolidamento soprattutto su base domestica, dove le sinergie sono più evidenti, ma non escludendo del tutto anche operazioni transnazionali. Ostacoli strutturali rendono questo tipo di M&A più sfidante, ma in certe aree di business le ragioni non mancano, in particolare con la digitalizzazione che rappresenta una quota sempre più significativa dei costi complessivi.

OPPORTUNITÀ INTERESSANTI NELL’HI TECH

La pandemia ha accelerato la crescita di molte realtà tecnologiche, aumentandone il potere e l’influenza. Delle dieci aziende statunitensi più importanti per capitalizzazione di mercato, cinque sono tecnologiche o digitali e il loro valore totale supera i settemila miliardi di dollari, un dato cresciuto del 54% solo nel 2020. Dato il ruolo che hanno avuto nelle ultime due elezioni presidenziali, i governi da anni stanno cercando di tenere i Big Tech sotto controllo. In questo senso, nel 2021 le realtà tecnologiche subiranno ancora più pressioni e controllo. Tuttavia Mark Casey, gestore di portafoglio di Capital Group, nell’articolo Tenere sotto controllo i Big Tech sarà sempre più difficile, spiega perché aziende come WhatsApp, Instagram e Facebook appartengano a uno stesso gruppo che ne oscuri il valore individuale. Sulla scia di precedenti cause antitrust, per esempio quelle per la dissoluzione di AT&T o Standard Oil, per il gestore di portafoglio di Capital Group queste circostanze offrono agli azionisti di lungo termine opportunità piuttosto interessanti.

FIDUCIA SU VALUE, CICLICI E EMERGENTI

Monica Defend, Global Head of Research di Amundi, invita a una certa cautela sulla duration USA e a rimanere costruttivi sui titoli indicizzati, in uno scenario tutto sommato favorevole ai mercati azionari. Defend nell’articolo Amundi: preferenza ai titoli ciclici e agli asset emergenti si dice fiduciosa sui titoli ciclici, value e dei mercati emergenti, tutti segmenti favoriti nei cambiamenti di regime. Stando all’analisi di Amundi, le azioni dovrebbero offrire una buona protezione anche contro un cambiamento di regime dell’inflazione indotto da una crescita più vigorosa, dal miglioramento dei fondamentali societari e dal costo unitario del lavoro più elevato, che potrebbe essere trasferito ai consumatori.

LE TENSIONI SUI TASSI NON PREOCCUPANO LE BORSE EUROPEE

I rendimenti dei bond in rialzo hanno messo di recente anche qualche pressione sull’azionario, ma su questo fronte il BlackRock Investment Institute, nell’articolo BlackRock preferisce le azioni ai bond, upgrade a neutral per l’Europa, vede le Borse europee relativamente ben posizionate, dal momento che i prezzi dell’azionario sono meno sensibili alle tensioni sui tassi quando sono depressi. Più in generale comunque BlackRock non vede ragioni di particolare preoccupazione nell’aumento dei tassi nominali, anche per l’atteggiamento più tollerante rispetto al passato delle banche centrali nei confronti dell’inflazione.

MENO CARE DELLE AZIONI USA

Infine nell’articolo Le azioni europee a sconto sono un’opportunità per gli investitori Niall Gallagher, Investment Director, responsabile delle strategie Azionarie Europee di GAM Investments, giunge alla conclusione che non mancano le opportunità per l’azionario europeo. Nonostante un calo drammatico degli utili sull’indice MSCI Europe del 40% rispetto al picco del 2007, l’esperto di GAM inizia a scorgere segnali e indicatori di ripresa: mentre le azioni statunitensi appaiono attualmente costose, proprio lo sconto a cui tratta invece l’azionario europeo rappresenta un’opportunità per investire in specifiche società di alta qualità con esposizione a mercati globali diversificati, in rapida crescita e futuri beneficiari del rimbalzo economico.