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"Azioni Usa costose, opportunità sui titoli ciclici europei e nei mercati emergenti"

Virgilio Chelli
·3 minuto per la lettura

Per Allianz Global Investors servirà comunque cautela perché l’azionario Usa appare oneroso mentre gli stimoli fiscali e monetari potrebbero avere effetti di lungo termine

Quando l’anno scorso la guerra dei dazi Usa-Cina era stata messa in ombra dall’arrivo della pandemia, neppure i più ottimisti avrebbero osato sperare che alla fine i mercati finanziari si sarebbero rivelati così resilienti. L’outlook mensile di Allianz Global Investors, curato da Stefan Scheurer, Director, Global Capital Markets & Thematic Research, vede ora un 2021 in cui occorrerà un approccio più diversificato, che non includa solo le aree geografiche, i settori e le strategie che negli ultimi tempi hanno performato bene. Benché alcuni Paesi siano tuttora alle prese con nuove ondate di contagi, secondo l’outlook l’economia mondiale ha superato la recessione grazie ai consistenti stimoli fiscali e monetari che si sono rivelati necessari e utili, ma che potrebbero avere effetti a lungo termine non irrilevanti.

ANNI PER TORNARE AL TREND DI CRESCITA PRE-COVID

Tra questi l’esperto di AllianzGI indica l’eccesso di liquidità che ha spinto a valutazioni elevate il debito governativo di Usa e Area Euro a fronte di rendimenti prevalentemente negativi, i livelli di indebitamento molto elevati delle imprese che in caso di significativo rallentamento della ripresa potrebbero far aumentare il rischio di insolvenza, e infine il rischio di un rialzo dei prezzi di beni e servizi nel medio periodo. Secondo Scheurer l’economia mondiale potrebbe impiegare anni per tornare al trend di crescita pre-Covid, tanto più che recentemente il Pil globale ha mostrato segni di rallentamento. Nel 2021 molto dipenderà dalla disponibilità di vaccini e da trattamenti efficaci su larga scala contro il virus.

POSIZIONAMENTO OTTIMISTA SULL’AZIONARIO

Il mercato si è rivelato comunque estremamente resiliente, con le azioni a nuovi massimi storici, ma potrebbe essere messo alla prova anche per un posizionamento degli investitori che sembra un po’ troppo ottimista. In questo contesto, secondo AllianzGI, nel 2021 occorrerà un approccio più diversificato, che prenda in considerazione anche le aree geografiche, i settori e le strategie che negli ultimi tempi non hanno brillato. Si intensifica comunque la ricerca di rendimento, il che dovrebbe favorire azioni e asset rischiosi, ma è raccomandabile un portafoglio azionario bilanciato, che non comprenda solo le aree, i settori e le strategie che finora hanno performato bene.

I CICLICI POTREBBERO BENEFICIARE DELLA RIPRESA

Secondo AllianzGI l’azionario Usa appare decisamente oneroso, ma nel 2021 altre aree geografiche sottovalutate potrebbero registrare un andamento favorevole, soprattutto in caso di rimbalzo della crescita mondiale, con opportunità di investimento su titoli ciclici sottovalutati in Europa e nei mercati emergenti. Dopo un lungo periodo di performance molto deboli, inoltre, i titoli “value” al momento scambiano ad uno sconto consistente rispetto ai “growth”e potrebbero beneficiare della costante riapertura dell’economia globale.

VERSO UNA CURVA DEI TASSI PIÙ INCLINATA

Sul mercato obbligazionario, AllianzGI punta sul tema della reflazione e si attende una maggiore inclinazione della curva dei tassi, soprattutto negli Stati Uniti, con opportunità anche sui mercati del debito emergente, delle obbligazioni societarie investment grade e delle emissioni high yield, tutti segmenti a spread, mentre è attesa anche una costante richiesta di “green bond”. Sul fronte delle valute AllianzGI si aspetta una graduale nuova flessione del dollaro, mentre dovrebbero continuare ad evidenziare un andamento positivo le valute delle aree emergenti.

IL GRANDE TEMA DELL’ACCORDO COMMERCIALE RCEP

L’oulook di AllianzGI sottolinea infine che il trend strutturale, su larga scala, degli investimenti tematici, dovrebbe proseguire, e segnala in particolare come tema di investimento il RCEP, il più grande accordo commerciale al mondo firmato da 15 Paesi della regione Asia Pacifico che sancisce la nascita di un nuovo blocco economico pari a un terzo della popolazione mondiale, che produce quasi un terzo del Pil globale e genera circa un terzo degli scambi mondiali. La Cina potrebbe trarne enormi vantaggi, ma per altri Stati del RCEP potrebbero essere ancora maggiori.