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Azzolina scrive a Fontana e a De Luca: "Si trovino altre soluzioni sulla scuola"

Federica Olivo
·Giornalista, Huffpost
09/09/2020 Roma, conferenza stampa sulla scuola. Nella foto  il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina (Photo: Pool Palazzo Chigi / AGF)
09/09/2020 Roma, conferenza stampa sulla scuola. Nella foto il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina (Photo: Pool Palazzo Chigi / AGF)

Lucia Azzolina scrive ad Attilio Fontana e a Vincenzo De Luca. E li invita a trovare altre soluzioni per la scuola. In Lombardia il governatore ha emesso un’ordinanza che prevede la didattica a distanza per le scuole superiori, mentre in Campania già da giorni il presidente della Regione ha disposto la chiusura di tutte le scuole e la didattica a distanza per tutti gli istituti. Il provvedimento prevedeva anche la chiusura della scuola dell’infanzia, ma su questo punto il governatore ha fatto marcia indietro.

La ministra dell’Istruzione si è rivolta a entrambi per invitarli a cambiare i provvediementi. A De Luca un messaggio preciso: la scuola elementare deve essere riaperta: “Auspico che si riesca a consentire sollecitamente la ripresa dello svolgimento in presenza dell’attività didattica”, ha scritto la ministra.

Anche in Lombardia è scontro sulla scuola. Ad aprire il fronte contro la decisione di Attilio Fontana di imporre la didattica a distanza per tutti gli alunni delle scuole superiori sono i sindaci. Loro portavoce il primo cittadino di Milano, Beppe Sala. La ministra Lucia Azzolina, ha invece scritto al governatore, per chiedergli di trovare un’altra soluzione.

“Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 18 ottobre 2020 ha previsto indicazioni molto chiare per la gestione delle misure da adottare con riferimento alle istituzioni scolastiche, prevedendo in primo luogo la prosecuzione, in ogni caso, in presenza, delle attività didattiche ed educative della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione”. Poi arriva al punto: la didattica nelle scuole superiori. “Con riferimento al secondo ciclo di istruzione - scrive Lucia Azzolina - ‘previa comunicazione al ministero dell’Istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferite agli specifici contesti territoriali’, le istituzioni scolastiche saranno chiamate ad adottare ulteriori ‘forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del presidente della Repubblica 8 marzo 1999 n. 275, incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, che rimane complementare alla didattica in presenza, modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9.00’. E ancora: Ancora, il Decreto su menzionato ha previsto, come appena evidenziato, la adozione di ampie formule di flessibilità organizzativa, comprese le turnazioni pomeridiane e la modulazione degli orari di ingresso non prima delle 9 al mattino, con una specificazione chiara rispetto alla didattica digitale integrata, da svolgersi in modo complementare alla didattica in presenza”.


Nella conclusione della lettera, la difesa della scuola e l’invito a pensare a soluzioni alternative: “La scuola secondo il disposto costituzionale, è aperta a tutti e rappresenta il luogo nel quale i capaci e i meritevoli, pur se privi di mezzi, possano coltivare le proprie capacità, aspirazioni, raggiungendo i più altri gradi degli studi. E’ occasione di socialità, di crescita, di tutela degli ultimi, dei più fragili. Fragili che rischiano di pagare caramente una scelta il cui semplicismo e la mancanza di organicità appaiono fatalmente evidenti. La scuola è avamposto di legalità e speranza per il futuro del Paese. In una fase così complessa per la Nazione, desidero invitarla a lavorare insieme a tutte le istituzioni coinvolte, per trovare soluzioni differenti da quella adottata, nel rispetto del diritto alla salute dei cittadini e del diritto allo studio dei nostri studenti e delle nostre studentesse”.

Sul tema è intervenuto, a nome dei sindaci, Beppe Sala: “Non ha senso in questo momento - spiega - bisogna alternare didattica a distanza e presenza nelle scuole. Così deve essere per tutti gli ordini di scuola. Siamo totalmente contrari, e lo vogliono dire con chiarezza, alla sola didattica a distanza per le superiori. Ci opporremo”. Eppure l’ordinanza era stata condivisa con i sindaci, quindi cosa è successo? “L’ordinanza è uscita un pò in velocità, noi sindaci l’abbiamo vista ma eravamo concentrati sul tema del cosiddetto coprifuoco, questa cosa ci è scappata - ammette il sindaco - e quando ce ne siamo accorti ci stiamo opponendo tutti”, ha detto ai microfoni di Rtl.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.