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Banca centrale turca sorprende con taglio tassi da 200 punti a 16%

·2 minuto per la lettura
La sede della banca centrale turca ad Ankara

ISTANBUL (Reuters) - La banca centrale turca ha tagliato il proprio tasso di riferimento di 200 punti base al 16%, oltre il doppio rispetto alle attese, spingendo la lira a nuovi minimi storici, con ulteriori misure di stimolo richieste da Tayyip Erdogan, nonostante l'aumento dell'inflazione.

In un comunicato la banca ha aggiunto che potrebbe esserci ulteriore spazio di manovra per allentare la politica monetaria fino alla fine dell'anno.

Un sondaggio condotto da Reuters stimava un taglio del tasso repo di 50 o 100 punti base. La banca ha sorpreso i mercati anche a settembre, con un taglio di 100 punti base che ha causato il crollo della valuta nazionale.

Il presidente turco Erdogan ha da tempo richiesto stimoli monetari e ha licenziato tre governatori della banca centrale in meno di due anni e mezzo, minando la credibilità della banca e spaventando gli investitori.

La scorsa settimana Erdogan ha licenziato tre membri del comitato per la politica monetaria (Mpc), tra cui due considerati contrari ai tagli dei tassi, agevolando l'allentamento della politica monetaria.

La lira ha perso fino al 3% a minimi storici di 9,501 contro il dollaro, per poi recuperare parzialmente le perdite. La valuta turca ha perso oltre il 20% quest'anno, per lo più all'inizio di settembre, quando la banca centrale ha incominciato a fornire segnali 'dovish'.

Per la Turchia, fortemente orientata alle importazioni, il deprezzamento porta una maggiore inflazione.

L'inflazione complessiva annuale è salita al 19,58% a settembre, con un picco dei costi della vita per i consumatori turchi a causa degli elevati prezzi immobiliari e per prodotti alimentari. L'inflazione è rimasta a due cifre per la buona parte degli ultimi cinque anni, ben oltre il target del 5%.

Gli analisti ritengono l'allentamento della politica monetaria prematuro, considerando i rendimenti reali turchi fortemente in territorio negativo e in netto contrasto con l'atteggiamento delle altre banche centrali del mondo, tendente a un aumento dei tassi d'interesse per far fronte alla crescita dei prezzi a livello globale.

(Tradotto a Danzica da Enrico Sciacovelli, in redazione a Milano Gianluca Semeraro, enrico.sciacovelli@thomsonreuters.com, +48587696613)

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