Italia markets closed
  • Dow Jones

    31.674,61
    -287,25 (-0,90%)
     
  • Nasdaq

    13.314,07
    -283,90 (-2,09%)
     
  • Nikkei 225

    30.168,27
    +496,57 (+1,67%)
     
  • EUR/USD

    1,2238
    +0,0070 (+0,58%)
     
  • BTC-EUR

    40.958,33
    +7,76 (+0,02%)
     
  • CMC Crypto 200

    1.003,21
    +8,54 (+0,86%)
     
  • HANG SENG

    30.074,17
    +355,93 (+1,20%)
     
  • S&P 500

    3.872,45
    -52,98 (-1,35%)
     

Banca Ifis, nel 2020 utile netto di 68,8 mln, Cet1 all’11,29%

webinfo@adnkronos.com (Web Info)
·5 minuto per la lettura

Banca Ifis supera i target e chiude il 2020 con 68,8 milioni di euro di utile netto. Nonostante la seconda ondata di Covid-19 e il lockdown a partire del mese di ottobre si tratta di un risultato superiore alla guidance (tra 50 e 65 milioni di euro). Lo rende noto l'istituto al termine del Cda presieduto dal presidente Sebastien Egon Fürstenberg che ha approvato i risultati preliminari relativi all’esercizio 2020. Il progetto di bilancio 2020 verrà approvato l’11 marzo 2021.

Nel 2020 Banca Ifis ha rafforzato il Cet1 che si è attestato all'11,29% (+0,33% dal 31 dicembre dell’anno precedente), al netto dei dividendi del 2019 (pari a 59 milioni di euro) il cui pagamento è sospeso in conformità alle raccomandazioni di Banca d’Italia e dei dividendi 2020 (di 25 milioni di euro) che verranno proposti in approvazione alla prossima Assemblea degli Azionisti del 22 aprile 2021. Il margine di intermediazione si attesta a 467,8 milioni di euro in diminuzione del 16,2% rispetto all’esercizio precedente (558,3 milioni di euro).

Il Cda ha cooptato nella carica di consigliere di amministrazione l’ingegnere Frederik Geertman, in sostituzione del consigliere Divo Gronchi dimissionario dal 14 gennaio 2021. Come già comunicato al mercato a dicembre, Frederik Geertman assumerà la carica di Amministratore Delegato di Banca Ifis con effetto dall’Assemblea degli Azionisti chiamata a deliberare sul progetto di bilancio 2020 il prossimo 22 aprile.

"La Banca ha affrontato e gestito con efficienza la situazione derivante da un contesto macroeconomico senza precedenti ed è oggi ben posizionata per affrontare i prossimi mesi e cogliere le opportunità di crescita della ripresa economica attesa a partire dal prossimo anno". Commenta così i risultati preliminari dell'esercizio 2020 l’amministratore delegato di Banca Ifis, Luciano Colombini.

Nel 2020, aggiunge, "la redditività e il recupero dei crediti non performing hanno dimostrato una forte resilienza e nel contempo sono stati migliorati la qualità degli attivi e i requisiti patrimoniali. Nonostante la seconda ondata di Covid-19 che ha interessato anche il nostro Paese a partire dal mese di ottobre, Banca Ifis ha chiuso il 2020 con un utile d’esercizio di 68,8 milioni di euro, un risultato superiore alla guidance di agosto 2020 stimata tra i 50 e i 65 milioni di euro".

Tutti i trimestri dell’anno 2020, aggiunge, "sono stati profittevoli sebbene siano state fatte rettifiche e accantonamenti addizionali per complessivi 76 milioni di euro per far fronte all’atteso deterioramento della qualità degli attivi nel business commerciale e/o a tempi più lunghi e recuperi leggermente inferiori nel Settore Npl per effetto della pandemia".

Buona la performance del business commerciale nel quarto trimestre (turnover del factoring +8,6% rispetto al terzo trimestre e nuove erogazioni leasing +26% sul 30.09.2020) che, sottolinea Colombini, "dimostra la capacità della Banca di cogliere le opportunità del graduale miglioramento del contesto macroeconomico. Sul mercato Npl abbiamo confermato la nostra leadership nel segmento unsecured small ticket, superando le previsioni di inizio d’anno con l’acquisizione di complessivi 2,7 miliardi di euro di crediti non performing in valore nominale che contribuiranno alla profittabilità del Gruppo per i prossimi anni. Si dimostra solido il business Npl nel quale la cassa recuperata è stata pari a 259 milioni di euro, nonostante gli effetti derivanti dal Covid-19 e dal lockdown che ha comportato la chiusura dei tribunali".

Nel 2020 Banca Ifis, rileva ancora Colombini, "ha rafforzato il Cet1 che si è attestato all'11,29% (+0,33% dal 31 dicembre dell’anno precedente), al netto dei dividendi del 2019 (pari a 59 milioni di euro) il cui pagamento è sospeso in conformità alle raccomandazioni di Banca d’Italia e dei dividendi 2020 (di 25 milioni di euro) che verranno proposti in approvazione alla prossima Assemblea degli Azionisti del 22 aprile 2021".

Nonostante il 2020 sia stato un anno profondamente segnato dalla pandemia e da uno scenario economico avverso, la Banca, aggiunge, "è profittevole e con i ratio patrimoniali e di qualità dell’attivo in miglioramento. Il prossimo 22 aprile, con l’Assemblea chiamata a deliberare sul progetto di bilancio 2020, lascerò la carica di Amministratore Delegato di Banca Ifis. Ringrazio tutti i dipendenti, i clienti, gli azionisti e gli obbligazionisti della Banca. Un Gruppo che, forte delle iniziative strategiche e degli investimenti realizzati nel corso dell’anno, tra cui il rebranding e il portale Ifis4Business (l’online banking per le nostre imprese), è oggi in grado di accelerare il percorso intrapreso basato sulla digitalizzazione del business, l’attenzione al cliente e la valorizzazione delle persone".

"Abbiamo accelerato la riduzione dei crediti deteriorati - ha proseguito Colombini -, originati principalmente dal gruppo ex Interbanca acquisito nel 2016, raggiungendo in anticipo il nostro obiettivo di cessioni di Npl previsto nel Piano Industriale 2020-22. Solo nel quarto trimestre 2020 abbiamo infatti ceduto circa 120 milioni di euro di crediti deteriorati lordi (Gbv), caratterizzati da elevati accantonamenti e anzianità, e già lavorati da Banca Ifis".

A seguito di queste cessioni, al 31 dicembre 2020, sottolinea Colombini, "l'indice di crediti deteriorati lordi si è attestato al 6,4% al 31 dicembre 2020 (rispetto al 9,8% del 31 dicembre 2019) e l’indice dei crediti deteriorati netti al 3,2% al 31 dicembre 2020 (rispetto al 5,4% al 31 dicembre 2019). Si conferma dunque la tenuta della qualità dell’attivo che a oggi ha riportato pochi segni di deterioramento sul portafoglio crediti, prevalentemente relativi a posizioni che già presentavano criticità", ha concluso.