Italia markets open in 2 hours 40 minutes
  • Dow Jones

    35.064,25
    +271,55 (+0,78%)
     
  • Nasdaq

    14.895,12
    +114,62 (+0,78%)
     
  • Nikkei 225

    27.824,00
    +95,90 (+0,35%)
     
  • EUR/USD

    1,1825
    -0,0013 (-0,11%)
     
  • BTC-EUR

    33.922,51
    +293,50 (+0,87%)
     
  • CMC Crypto 200

    987,71
    +11,81 (+1,21%)
     
  • HANG SENG

    26.206,75
    +2,06 (+0,01%)
     
  • S&P 500

    4.429,10
    +26,44 (+0,60%)
     

Banca Marche, Tribunale Ue respinge ricorso contro Commissione

·3 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Roma, 30 giu. (askanews) - Il Tribunale di primo grado dell'Ue ha respinto, oggi a Lussemburgo, il ricorso contro la Commissione europea di un gruppo di azionisti e obbligazionisti subordinati della Banca delle Marche, l'istituto di credito messo in risoluzione dalla Banca d'Italia nel novembre 2015 a causa di una grave crisi finanziaria che non aveva potuto essere risolto con un intervento da parte del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd).

I ricorrenti avevano accusato la Commissione di aver impedito il salvataggio della Banca delle Marche, esercitando delle "pressioni illegittime" sulle autorità italiane in modo che ne venisse esclusa la ricapitalizzazione da parte del Fitd.

Nella sua sentenza, il Tribunale di primo grado ha concluso che la risoluzione di Banca delle Marche da parte delle autorità italiane è stata essenzialmente determinata dal suo stato di dissesto finanziario e che la Commissione non può essere ritenuta responsabile di aver impedito il suo salvataggio.

Il Tribunale sottolinea, in particolare, che gli elementi decisivi per la risoluzione sono stati le perdite complessive di Banca delle Marche, pari a 1,445 miliardi di euro, e il suo deficit patrimoniale al 30 settembre 2015, pari a 1,432 miliardi di euro. La sentenza ricorda anche che nel corso della procedura di amministrazione straordinaria non era stato possibile definire interventi da parte di soggetti privati idonei a risolvere la situazione di crisi (Banca delle Marche era stata sottoposta ad amministrazione straordinaria dal 15 ottobre 2013 a causa di "disfunzioni e irregolarità gravi").

Secondo i ricorrenti, in sostanza, le pressioni indebite dell'Esecutivo comunitario sulle autorità italiane erano state esercitate attraverso una serie di avvertimenti volti a lasciar intendere che un eventuale intervento del Fitd per la ricapitalizzazione di Banca Marche avrebbe configurato un aiuto di Stato illegittimo, e questo nonostante il fatto che il Fondo per la tutela dei depositi sia costituito da un consorzio di diritto privato tra banche che opera con risorse proprie.

Il 10 ottobre 2014, in effetti, la Commissione europea aveva inviato alle autorità italiane una richiesta di informazioni su alcuni interventi di sostegno per diverse banche previsti dal Fitd, sottolineando che non si poteva escludere che costituissero degli aiuti di Stato. Il 21 agosto 2015, lo stesso avvertimento era stato reiterato da Bruxelles riguardo a un procedimento specifico relativo a Banca delle Marche; la Commissione aveva inoltre richiesto informazioni aggiornate al riguardo e inviato le autorità italiane a desistere dall'attuare qualsiasi misura relativa a un intervento del Fitd prima di averla notificata a Bruxelles e di aver ottenuto una decisione favorevole da parte dell'Esecutivo Ue.

L'8 ottobre 2015, il Fitd aveva fissato e approvato le linee generali di un secondo tentativo di intervento a sostegno di Banca delle Marche, informandone la Banca d'Italia. A questo punto la Commissione era intervenuta con un nuovo avvertimento (lettera del 19 novembre 2015), in cui richiamava ancora una volta l'attenzione delle autorità italiane sul fatto che il ricorso a un sistema di garanzia dei depositi per ricapitalizzare una banca era soggetto all'applicazione delle norme Ue sugli aiuti di Stato.

Il 21 novembre 2015, la Banca d'Italia ha infine avviato la risoluzione di Banca delle Marche, con un progetto notificato a Bruxelles in cui rilevava, in particolare, il fatto che non era stato possibile un intervento del Fitd per la ricapitalizzazione della banca, in assenza della "previa valutazione positiva della Commissione (...) sulla compatibilità" dell'operazione "con la normativa in materia di aiuti di Stato".

Ma secondo il Tribunale di primo grado, gli avvertimenti reiterati della Commissione alle autorità italiane non contengono giudizi su misure concrete, né sul modo preciso in cui sarebbero state interpretate alla luce della valutazione giuridica della la nozione di "aiuto di Stato".

Il Tribunale ritiene dunque che la Commissione non ha né minacciato le autorità italiane di bloccare o di vietare eventuali interventi del Fitd a favore di Banca delle Marche, né esercitato pressioni in merito.

La decisione del Tribunale di primo grado può essere impugnata, entro due mesi e dieci giorni a decorrere dalla data della sua notifica, con un ricorso alla Corte europea di Giustizia, limitato alle questioni di diritto.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli