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Banca mondiale: in Cina nel 2022 Pil più lento che nel resto d’Asia

Image from askanews web site
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Roma, 27 set. (askanews) - La Cina da locomotiva a zavorra d'Asia? E' una domanda che, a poco più di due settimane dall'atteso XX Congresso del Partito comunista cinese il presidente Xi Jinping e la leadership della Repubblica popolare non si sarebbero voluti fare. Ma le ultime proiezioni sulla crescita della Banca mondiale dicono che, per la prima volta dal 1990, il Pil della Cina crescerà meno (un bel po' meno) della media del resto dell'Asia.

Secondo la Banca mondiale, che ha rivisto al ribasso le sue previsioni, il Pil della seconda economia mondiale crescerà quest'anno del 2,8 per cento rispetto all'8,1 per cento dello scorso anno e una precedente previsione vicina al 5 per cento. Il tutto mentre il resto dell'Asia e del Pacifico avrà una crescita del 5,3 per cento, rispetto al 2,6 per cento dello scorso anno.

A zavorrare l'andamento dell'economia cinese, in particolare, è la persistenza della pandemia di coronavirus, che da parte di Pechino viene affrontata con la rigida politica "Zero Covid" fatta di lockdown e test di massa con un impatto devastante sulle attività economiche.

Accanto a questo, poi, dipana i suoi effetti la pesante crisi di liquidità del settore immobiliare, che poi ha un peso vicino a un terzo dell'intera attività economica cinese.

Si tratta di problemi che saranno probabilmente affrontati dalla Cina nelle more del Congresso, che inizia il 16 ottobre e che è destinato ad assegnare al presidente Xi un inedito terzo mandato, ma nello stesso tempo a procedere a un ampio rinnovamento degli altri vertici del partito e del paese.

Secondo il Financial Times, è prevedibile che il governo utilizzi la sua ampia dispobilità di liquidità per un pacchetto di stimolo, rispetto a una situazione che rischia di diventare strutturale, in particolare nell'immobiliare che ha visto già diversi giganti del settore andare in default nel pagamento di debiti e questo crea la preoccupazione di un contagio che può colpire anche il settore bancario e finanziario.

In questo contesto, gli altri paesi dell'Asia-Pacifico stanno godendo di un momento di ripresa post-pandemica: avranno una crescita più rapida di quanto precedentemente previsto e inflazione più bassa del resto del mondo. In un mondo che rischia la recessione, grazie anche a generose politiche di sussidi, paesi come Indonesia, Thailandia e Malaysia stanno avendo buone performance. La prima, tra l'altro, gode degli extraprofitti legati alla crisi globale dell'energia, che ha fatto schizzare in alto i prezzi degli idrocarburi di cui è un'importante esportatrice.