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Banche, Abi: con calo Pil rischio nuovi Npl, ma impatto limitato

Glv

Ravenna, 18 nov. (askanews) - La frenata dell'economia italiana potrebbe avere conseguenze negative sui crediti deteriorati delle banche, con uno stop alla riduzione degli Npl (non performing loans). Lo ha detto il vicedirettore generale dell'Abi, Gianfranco Torriero, in un seminario sul sistema bancario. "Il rallentamento del quadro congiunturale - secondo Torriero - potrebbe preludere a una interruzione del percorso di riduzione dei flussi di deterioramento del credito. Ma l'impatto è limitato".

Negli ultimi anni, ha sottolineato il vicedirettore, sono stati fatti "grandissimi progressi sulla qualità dell'attivo" con un trend orientato verso un ritorno nel 2021-2022 alla situazione precedente la crisi del 2007. L'Npl ratio netto era infatti al 2,5% nel 2007, è aumentato toccando un massimo di 9,6% nel 2015, per poi diminuire gradualmente fino al 4,3% nel 2018. Le previsioni dell'Abi indicano un calo al 3,5% nel 2019, al 3% nel 2020, al 2,6% nel 2021 e al 2,4% nel 2022.