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Banche, Dimon (JP Morgan): 'ora competizione fintech e Big Tech Amazon Apple Facebook Google 'è ovunque'

Laura Naka Antonelli
·3 minuto per la lettura

"E' del tutto chiaro che, in modo sempre più crescente, molti prodotti bancari, come i pagamenti e alcune forme di deposito, si stiano muovendo al di fuori del sistema bancario. In più, l'erogazione dei prestiti in diverse forme - mutui, prestiti agli studenti, leveraged, crediti al consumo ed ex carte di credito - stanno uscendo anch'essi dal sistema bancario. Neo banche e istituzioni che non sono banche stanno guadagnando quota nei conti dei consumatori". E' quanto ha detto Jamie Dimon, presidente e amministratore delegato di JP Morgan, nella sua lettera annuale agli azionisti, riferendosi alle sfide che le banche tradizionali si trovano a fronteggiare e parlando, in particolare, del ruolo del fintech e delle Big Tech. In riferimento al fintech, Dimon ha detto che "le società di fintech qui e in tutto il mondo stanno facendo grandi progressi nel lanciare servizi e prodotti bancari sia digitali che fisici. A partire dai prestiti ai sistemi di pagamento agli investimenti, (queste società) hanno fatto un grande lavoro nello sviluppo di prodotti semplici da usare, intuitivi, veloci e intelligenti. E' da anni che ne parliamo, ma questa competizione ora è dappertutto. L'abilità delle fintech di fondere i social media, di utilizzare i dati in modo intelligente e di integrarsi con altre piattaforme in modo rapido (spesso senza gli svantaggi di essere una vera banca) aiuterà queste società a guadagnare quote di mercato significative". "Fattore importante, ci sono anche le Big Tech (Amazon, Apple, Facebook, Google – e, ora ci metterei anche Wal-Mart). La loro forza è straordinaria, con piattaforme diffuse e dati infiniti. Come minimo, (le Big Tech) incorporeranno tutte sistemi di pagamenti nei loro ecosistemi, creando un marketplace per prodotti e servizi bancari. Alcune potrebbero creare relazioni esclusive white-label, ed è possibile anche che alcune utilizzeranno diverse licenze bancarie per agire in modo diretto (come banche)". "Sebbene la loro forza sia notevole, le Big Tech hanno alcune questioni da gestire. Questioni che potrebbero, di fatto, rallentarle. Il contesto normativo si sta surriscaldando, e (queste società) dovranno fronteggiare importanti questioni in futuro (le banche sono state sottoposte a una osservazione simile)". Tali questioni, ha spiegato il numero uno di JP Morgan, "includono la privacy e l'utilizzo di dati, le tasse che devono essere versate sui prodotti digitali, questioni antitrust e di concorrenza - come il favorire i propri prodotti e servizi rispetto ad altri nelle proprie piattaforme, e come prezzare i prodotti e accedere a queste piattaforme. In più, le Big Tech faranno fronte a una competizione molto forte nel settore bancario, non solo da parte di JP Morgan Chase, ma anche tra loro stesse. E questa competizione è molto più grande di quella che esiste tra le banche, visto che già ora le Big Tech competono l'una contro l'altra nel campo pubblicitario, commerciale, di ricerca e social". In questo contesto, Dimon ha scritto nella lettera annuale agli azionisti di aupiscare un contesto in cui si possa "giocare alla pari, sia nel modo in cui le autorità di regolamentazione disciplinano i prodotti e servizi e, possibilmente, riguardo a come la competizione dovrebbe essere affrontata attraverso le diverse piattaforme". In ogni caso, "JP Morgan si sta adattando in modo aggressivo alle nuove sfide", ha rimarcato Dimon.