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Banche e NPL: UniCredit verso cessione crediti deteriorati per 2 MLD, Intesa fino a 6 MLD

Laura Naka Antonelli
·2 minuto per la lettura

La nota odierna degli analisti di Mediobanca Securities si concentra, riguardo al sistema bancario italiano, sulle indiscrezioni pubblicate da Mf, secondo cui UniCredit potrebbe smobilizzare quest'anno altri NPL per un valore di 2 miliardi di euro, mentre Intesa Sanpaolo potrebbe puntare a vendere crediti deteriorati per 5-6 miliardi. Di fatto, nell'articolo dell'edizione odierna di MF si legge che "UniCredit avrebbe appena inviato agli investitori i teaser per una doppia cessione da circa 2 miliardi di euro. Sul piatto ci sarebbero un paio di portafogli: il primo composto da npl e utp per un nominale di un miliardo e il secondo composto unicamente da sofferenze unsecured per un controvalore di un ulteriore 1 miliardo. Per quanto riguarda Intesa SanPaolo, si mormora che nei prossimi mesi il gruppo possa cedere vari portafogli di crediti deteriorati per un valore stimato di 5-6 miliardi". Il mercato secondario degli NPL in Italia rimane vitale, "come dimostrano - ancora da Mf - i dati pubblicati ieri dall'osservatorio nazionale npe market di Credit Village", da cui emergono "transazioni per ben 42,5 miliardi di valore nominale, passati di mano attraverso 521 contratti di cessione, contro i 491 del 2019", nel corso del 2020: Riccardo Rovere, analista di Mediobanca Securities, commenta la notizia, sottolineando che "non saremmo sorpresi se il mercato NPL dell'Italia rimanesse vitale, specialmente se il governo decidesse di estendere l'utilizzo delle GACS, che sono state finora lo strumento più efficace per ridurre il rischio sui bilanci delle banche italiane a partire dal 2015-2016". "Riguardo a UniCredit, calcoliamo che lo smobilizzo di NPL per ulteriori 2 miliardi di euro porterebbe l'NPE ratio lordo (pari al 4,5% nel 2020) in area 4% (con un NPE -esposizione verso gli asset non performanti - che si ridurrebbe a 19 miliardi di euro circa, dai 21 miliardi del 2020, dunque del 10% circa)". "Riguardo a Intesa SanPaolo - scrive ancora Rovere - lo smobilizzo di NPL per 5-6 miliardi di euro ridurrebbe l'NPE ratio lordo (pari al 4,4% nel 2020), di circa il 25% al 3-3,5%, rispetto allo stock di NPE lordi di 21 miliardi di euro circa, Ubi inclusa, nel 2020". "Entrambe le operazioni - conclude l'analista di Mediobanca Securities - sono conosciute dal mercato e in linea con l'uscita completa dagli asset no-core di UniCredit entro il 2021 e con il deleveraging di Intesa SanPaolo successivo all'acquisizione di Ubi Banca". Lo smobilizzo degli NPL "porterebbe le due grandi banche in linea con la media europea, con il completamento del processo di deleveraging del precedente ciclo del credito. Ci aspettiamo che anche Banco BPM e Bper continuino a portare avanti il processo di de-risking nella prima metà del 2021". UniCredit è poco mossa a Piazza Affari, salendo dopo le 13 ora italiana di appena +0,22%; Intesa SanPaolo anche guadafna appena lo 0,24%, Banco BPM è ingessata, e Bper Banca arretra dello 0,70%.