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Banche, Enria: dobbiamo prepararci al peggio, serve band bank Ue

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Roma, 27 ott. (askanews) - Una bad bank europea che smaltisca efficacemente i crediti deteriorati delle banche, che rischiano una impennata con la crisi pandemica. Oppure - Piano B - una rete europea di band bank nazionali, che se ben allestita, e con rigorose condizionlità, riuscirebbe comunque a sostenere in maniera paritetica il settore nelle diverse economie. E' la proposta rielaborata e rilanciata dal numero uno della Vigilanza della Bce sulle banche, Andrea Enria, in un articolo sul Financial Times intitolato "Sulla qualità degli attivi bancari stavolta dobbiamo fare meglio". Con "meglio" Enria intende "più rapidamente" perché "a 12 anni dal fallimento di Lehman Brothers e a nove anni dal primo coinvolgimento del settore privato nella crisi del debito della Grecia - scrive - la qualità degli attivi bancari nell'area euro non è ancora tornata ai livelli precrisi". E se nelle ultime settimane, con lo scadere delle moratorie sui pagamenti, si è visto che i creditori hanno ricominciato a onorare le rate e che vi è "solo una piccola frazione di sofferenze", guardando avanti, secondo Enria, permane una cappa di incertezza "e non possiamo escludere che con una ripresa debole e a rilento si accumulino in modo significativo asset deteriorati". Il capo della Vigilanza ha anche menzionato la previsione della Bce di un aumento di 1.400 miliardi di euro di crediti deteriorati nel caso di uno scenario avverso. Pur "sperando nel meglio, dobbiamo prepararci al peggio", avverte Enria. (segue)