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Banche europee, vincono qualità e prudenza

·3 minuto per la lettura

Qualità e prudenza sono le parole che gli investitori devono tenere bene a mente quando decidono di muoversi sulle banche europee, in una situazione formata da bassi tassi di interesse, incertezza sulle mosse della Bce e pericoli potenziali portati dalla nuova variante Omicron del Coronavirus. A dirlo è l’ultimo studio dedicato agli istituti del Vecchio continente firmato da Johann Scholtz, Equity analyst di Morningstar.

“Le valutazioni delle banche europee sono aumentate in modo significativo dal calo di marzo 2020”, dice l’analista. “Inoltre, la variante Omicron introduce potenziali ulteriori ostacoli che, al momento, sono difficili da quantificare data la mancanza di dati sul suo impatto riguardo all’efficacia del vaccino. Tuttavia, intravediamo opportunità in tutto il segmento bancario europeo, in particolare nei titoli di alta qualità”.

Occhio ai tassi

Una questione che va monitorata con attenzione è quella dei tassi di interesse che, negli ultimi anni, sono stati bassi o, addirittura, negativi. “I tassi di interesse negativi sono stati molto punitivi per tutte le banche”, dice l’analista. “Uno dei pochi vantaggi competitivi rimasti agli istituti di credito era la capacità di finanziarsi a basso costo attraverso i depositi. I tassi di interesse negativi hanno annullato completamente questo beneficio”.

Andamento tassi interesse in Europa

Sebbene le curve dei rendimenti abbiano recentemente iniziato a rialzarsi in tutto il continente, la probabilità di un ritorno a tassi di interesse positivi nell'Eurozona nel breve termine rimane molto bassa. “La scoperta della variante Omicron aumenta l'incertezza riguardo a possibili aumenti dei tassi, poiché la crescita del carovita richiede scelte di tipo politico”, dice l’analista.

La pressione inflazionistica continua a crescere perché le catene di approvvigionamento restano in una situazione difficile e i prezzi dell'energia rimangono elevati. “L'idea che l'inflazione si rivelerà solo transitoria comincia a sembrare ottimistica”, dice l’analista. “I prossimi mesi dovrebbero dirci fino a che punto l'inflazione avrà effetti sugli stipendi”.

Andamento dell’inflazione

La nuova ondata di contagi da Coronavirus e la scoperta della variante Omicron potrebbero complicare ulteriormente il compito dei banchieri centrali. “La Bce ha negato la possibilità di un rialzo dei tassi per il prossimo anno”, dice l’analista. “I mercati prevedono un aumento del tasso di 10 punti base nel terzo trimestre del 2022, ma l’Eurotower, in base ai dati che ha a disposizione, non crede che sia una ipotesi realistica”.

Anche il lavoro della Banca d'Inghilterra non è facile. Con l'inflazione in aumento deve trovare un delicato equilibrio tra contenere il carovita e non soffocare la crescita a lungo termine. “La variante Omicron non farà altro che esacerbare questa dicotomia”, dice l’analista. “Gli operatori hanno tenuto d'occhio il mercato del lavoro del Regno Unito. I primi segnali suggeriscono che i timori di un rallentamento dell'occupazione con conseguente squilibrio tra domanda e offerta potrebbero essere esagerati. Pertanto, gli aumenti dei tassi da parte della Banca d'Inghilterra stanno diventando sempre più probabili. La curva dei rendimenti ha risposto di conseguenza, soprattutto nella parte breve, mentre nel lungo periodo dovrebbe essere piatta”.

In una situazione del genere, il consiglio dell’analista è quello di muoversi con prudenza. “Se le banche centrali alzeranno i tassi, ci vorrà comunque del tempo prima che le manovre si facciano sentire nei conti degli istituti”, dice Scholtz. “L’andamento dei tassi di interesse è una delle metriche più osservate dai banchieri europei. Oltre a rappresentare il costo pagato dagli istituti per coprirsi dai rischi è anche il riferimento per valutare il costo dei prestiti”.

Di Marco Caprotti

Autore: Morningstar Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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