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Banche Giappone, Shinsei si difende da offerta SBI: scalata ostile

·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 22 ott. (askanews) - La banca giapponese Shinsei ha respinto l'offerta di acquisto da parte della grande fintech SBI Holdings, definendola ostile. Lo riferisce l'agenzia di stampa nipponica Kyodo, la quale segnala che si tratta del primo tentativo di scalata ostile nell'industria bancaria del Sol levante.

Shinsei ha criticato la SBI per aver tentatodi assumere il controllo della gestione senza avere una quota di maggioranza, sostenendo che si è trattato di un comportamento violto a danneggiare gli altri azionisti.

Inoltre la banca oggetto dell'offerta ha ritenuto che il denaro messo sul piatto da SBI nella sua offerta d'acquisto a inizio settembre sottovaluta gli asset della banca.

Sono settimane che ci sono tensioni attorno all'operazione. Il management di Shinsei non ha finora del tutto escluso la possibilità di sostenere l'offerta di SBI in vista dell'assemblea degli azionisti del 25 novembre e ha posto delle condizioni che, se non verranno rispettate entro il 19 novembre, porteranno a respingere l'offerta e a una cancellazione dell'assemblea

"L'offerta non rispetta gli interessi comuni dei nostri azionisti", ha detto in una conferenza stampa Hideyuki Kudo, il presidente di Shinsei Bank, aggiungendo che la banca cercherà un partner amichevole per contrastare l'offerta di SBI.

La fintech, dal canto suo, intende salire dal 20 al 48 per cento nella banca, offrendo 2mila yen (15 euro) per azione. Il titolo Shinsei ieri ha chiuso in borsa la giornata a 1.916 yen (14,4 euro).

SBI è un gruppo finanziario online che punta a diventare la quarta megabanca giapponese, con l'ambizione di riorganizzare il panorama delle banche regionali nipponiche. Nata nel 1999 da SoftBank, è guidata dall'amministratore delegato Yoshitaka Kitao.

Le condizioni poste da Shinsei per sostenere l'offerta sono il già citato aumento del prezzo d'offerta per azione e la cancellazione del limite di acquisto delle azioni stesse. Quest'ultima, in particolare, è una condizione che difficilmente SBI accetterà, perché nella normativa nipponica l'acquisizione di una quota di maggioranza in una banca richiedere un'autorizzazione del regolatore.

Shinsei Bank nasce dal fallimento nel 1998 - durante la crisi asiatica - della banca Chogin (conosciuta anche come Banca di credito a lungo termine, LCTB), un'ex banca pubblica incaricata di emettere credito a lungo termine per le imprese giapponesi, per la quale in passato ha lavorato anche il nuovo primo ministro Fumio Kishida. Dopo un salvataggio costato 370 miliardi di yen (2,8 miliardi di euro) ai contribuenti, la banca fu venduta e ritornò sul mercato col nome di Shinsei. Il governo nipponico ancora oggi controlla il 20 per cento della banca e non è chiaro come reagirà in caso di scalata da parte della SBI.

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