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Banche, Patuelli: Unione bancaria incompleta, urgono testi unici

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Milano, 13 giu. (askanews) - "Quantità e qualità dell'offerta di prestiti non sono frutto di capricci degli amministratori delle banche, ma di normative molto rigide". Lo ha detto il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, che è tornato a sottolineare come l'Unione bancaria non sia ancora completa. "Non solo perchè - ha sottolineato Patuelli - manca ancora il terzo pilastro (quello delle garanzie europee sui depositi), che non vorrei diventasse l'alibi per non fare altro. A noi manca il completamento della normative di base nel contesto normativo nazionale. Noi non abbiamo soltanto le regole di vigilanza europee, perchè ci muoviamo in base a normative di diritto ancora nazionale".

"Abbiamo come maggiore urgenza i testi unici europei - ha spiegato il numero uno di Palazzo Altieri - senza normative di vigilanza identiche l'Unione bancaria non cresce e non cresce la concorrenza, non solo tra banche, ma anche tra aree produttive". Per Patuelli occorrono quindi "innanzitutto testi unici. Serve un grande impulso a una normativa comune, altrimenti si crea conflitto tra paesi sulla base di normative diverse".

Poi, ha aggiunto Patuelli, ci vuole "stabilità delle norme. Va bene il cambiamento, ma non il terremoto normativo. Veniamo da una fase dell'ultimo anno e mezzo di terremoto normativo tra autorità e istituzioni europee".

Il presidente dell'Abi ha quindi ricordato il travagliato percorso, iniziato la primavera dell'anno scorso, per la nuova normativa sui crediti deteriorati, che ha visto un "posizione dialettica tra paesi e banche. Noi abbiamo bisogno di norme certe su come smaltire i deteriorati e su come calcolare il patrimonio prospettico. Non ci occorre che ogni sei mesi un'istituzione diversa definisca una nuova regola".