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Banche superstar a Piazza Affari, risk-on azzoppa Enel & co.

Titta Ferraro

Piazza Affari vola anche oggi dando seguito al filotto di rialzi da inizio mese. L'indice Ftse Mib ha chiuso la sesta seduta consecutiva in rialzo arrivando a 23.503 punti (+0,56%). Sponda da earning season e newsflow positivo sui dazi. Pechino ha dichiarato che Usa e Cina hanno concordato di annullare le tariffe esistenti "per fasi". Il portavoce del ministero cinese del commercio ha precisato che l'intesa di massima prevede che si cancellino alcune tariffe esistenti sui beni reciproci per entrambe le parti per raggiungere un accordo commerciale di "fase uno".

In prima fila Unicredit con +5,96% a 12,806 euro dopo i conti trimestrali oltre le attese e la cessione lampo della quota dell'8,4% di Mediobanca per complessivo 785 milioni di euro. Nel terzo trimestre dell'anno gli utili di UniCredit si sono attestati a 1,1 miliardi di euro, uguale all'utile netto rettificato di gruppo, quest'ultimo in rialzo del 25,7%. Battute le attese di consensus che erano ferme a 1,034 mld. UniCredit ha completato ieri in tarda serata la procedura di accelerated bookbuilding per la cessione a investitori istituzionali di circa 74,5 milioni di azioni ordinarie detenute in Mediobanca, corrispondenti a circa l'8,4 per cento del capitale, al prezzo di 10,53 per azione.

Tra le banche balzo anche per UBI Banca (+2,63%) in attesa dei conti in arrivo domani. Rialzo dello 0,9% per Banco BPM che riavvicina i massimi annui toccati a metà ottobre. Il terzo trimestre 2019 della banca si è chiuso con un utile netto pari a 93,3 milioni, superiore alle attese che erano ferme a 83,2 mln (consensus Bloomberg). Il ceo Giuseppe Castagna ha aperto al ritorno del dividendo. “La fiducia del management sulla ritrovata sostenibilità della redditività è confermata dal soft commitment sul pagamento di un dividendo cash sull’utile 2019”, affermano da Equita confermando il giudizio buy con target price a 2,80 euro. In base ai calcoli di Equita, con un payout sostenibile (<40%) Banco BPM potrebbe offrire un dividend yield superiore al 6% che dovrebbe sostenere un ulteriore re-rating del titolo.

Molto bene anche Azimut (+3,6% a 20,55 euro) che aggiorna i massimi dal 2016 con un sonante +118% Ytd.

Sul fronte opposto in calo di oltre il 2% Enel, così come Snam. La peggiore è stata Terna (-2,72%). Sulle utility pesa il risk-on sui mercati e il rialzo dei rendimenti sull'obbligazionario.