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Banche, Ue propone di creare bad bank nazionali su smaltimento Npl

Red
·3 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 16 dic. (askanews) - La Commissione europea propone di creare bad bank nazionali, gestite dai singoli Paesi, sullo smaltimento dei crediti deteriorati delle banche, che si teme subiranno aumenti a seguito della crisi pandemica, ed eventualmente di raccordarle in una "rete europea di Compagnie nazionali di gestione degli asset" (National asset management companies o Amcs). Questa rete servirebbe a "scambiarsi best practices", sostenere standard comuni su trasparenza e dati e "coordinare meglio" le azioni delle autorità in questo ambito.

Niente bad bank europea quindi, perché secondo le documentazioni presentate da Bruxelles sarebbe troppo complicato e forse troppo costoso crearla. Si ripiega così su quello che era stato suggerito come una sorta di "Piano B" dalla Vigilanza Bce sulle banche, guidata dall'italiano Andrea Enria (laddove la prima scelta sarebbe stata quella di creare un veicolo europeo per lo smaltimento dei Non Performing Loans, o Npl).

Oltre a questa spinta verso band bank nazionali, eventualmente coordinate in una rete europea, la proposta dell'Ue, che giunge dopo mesi di gestazione, prevede altri tre aspetti chiave. Il primo è quello di sviluppare ulteriormente mercati dove poter cedere prestiti bancari in affanno: consentirebbe alle banche di smaltire Npl tutelando meglio gli investitori, afferma la Commissione. Un aspetto chiave di questo punto è il varo della proposta della Commisione stessa sullo scambio dei crediti che attualmente viene discussa da Parlamento e Consiglio europei.

Queste regole, dice ancora Bruxelles, rafforzerebbero la tutela anche dei debitori. Inoltre la proposta ipotizza di creare una banca dati centrale europea per migliorare la trasparenza del mercato e sostenere lo stesso funzionamento del mercato dei crediti deteriorati, in cui far confluire i vari attori di questo segmento: venditori, acquirenti, band bank e piattaforme private sugli Npl".

La Commissione effettuerà una consultazione pubblica sul come procedere a questa banca dati Ue.

Il secondo aspetto chiave della proposta è rappresentato dalla necessità di riformare e armonizzare le diverse normative nazionali in tema di procedure fallimentari. "Aumenterebbe la certezza del diritto e velocizzerebbe il recupero di valore, sia a beneficio dei creditori che dei debitori", dice l'Ue. Su questo la Commissione sprona Parlamento e Consiglio Ue a mettersi d'accordo su un livello minimo di regole comuni in base alla proposta che essa stessa fece nel 2018.

Il terzo punto è quello sovracitato sulle bad bank nazionali. In un documento di domande e riposte (Faq) la Commissione si pone e si risponde da sola la domanda sul se "ci sarà una bad bank Ue?". La risposta è no: "Diversi fattori renderebbero difficile allestirla. Includono la diversità dei portafogli di Npl nei vari Paesi e le diverse regole nazionali su ristrutturazioni dei debiti, insolvenze e procedure volte a attuarle. I costi per allestire una Amc europea potrebbero a loro volta essere molto alti", aggiunge Bruxelles.

Il quarto e ultimo punto delle proposte riguarda "misure precauzionali". Posto che il sistema bancario, grazie ai progressi degli anni scorsi, è in una posizione migliore di quella in cui si trovata a seguito della passata crisi finanziaria, date le particolari circostanze dell'attuale crisi pandemica "le autorità nazionali hanno la possibilità di attuare mire precauzionali, quando necessario, per assicurare il continuo afflusso di finanziamenti all'economia reale".

Più che smaltire futuri crediti deteriorati, l'idea della Commissione sarebbe quella di prevenire un loro aumento. "La storia ci ha dimostrato come sia meglio agire presto e in maniera energica sugli Npl - ha infatti commentato il vicepresidente Valdis Dombrovskis, citato in un comunicato - specialmente se vogliamo che le banche continuino a assistere imprese e famiglie".

Secondo la commissaria europea per i servizi finanziari, Mairead McGuinness "molte imprese e molte famiglie sono finite sotto forti pressioni a causa della pandemia. Assicurarsi che continuino a ricever supporto dalle loro banche è una priorità. Oggi presentiamo un insieme di misure che, mantenendo la tutela dei creditori, possono aiutare a prevenire una crisi dei crediti deteriorati".