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Banco BPM-UBI-MPS: ci sarà la fusione tra i tre istituti?

Federica Pace
 

L’attenzione del mondo della finanza e del banking, e non solo, si sposta nuovamente su alcuni degli istituti di credito più importanti in Italia: Monte dei Paschi di Siena, Banco BPM ed UBI Banca.

Da tempo circolano “rumors” su una possibile fusione tra i tre istituti di credito, ma ad oggi ancora nulla di fatto.

Monte dei Paschi di Siena, Banco BPM ed UBI Banca: aria di fusione?

È arrivata l’ora di una possibile fusione tra Monte dei Paschi di Siena, Banco BPM ed UBI Banca ? L’obiettivo tra i 3 istituti di credito sarebbe quella di contenere i costi e di ottimizzare le risorse allo scopo di creare una sinergia tale da consolidare quella che sarebbe la seconda realtà italiana, per dimensioni e volumi, nel settore dei prestiti.

Non è la prima volta che UBI Banca e Banco BPM lasciano trapelare informazioni su una possibile fusione, ma ad oggi non si è concretizzato nulla.

Questa volta ad essere inclusa nell’operazione di fusione ci sarebbe anche MPS.

Ciò consentirebbe l’avvio di un consolidamento del sistema bancario italiano, ma si dovrebbero affrontare non poche difficoltà.

La nuova realtà che ne uscirebbe da questa unione occuperebbe proprio la terza posizione pronta ad affrontare il mercato raccogliendone i primi benefici.

Benefici che non tarderebbero ad arrivare, in prima battuta, dal mercato azionario dove ultimamente non è rosea la posizione dei singoli istituti di credito, che nell’ultimo periodo hanno segnato un trend negativo del titolo.

Banco BPM-UBI-MPS: quali criticità dovranno essere affrontate?

Ovviamente la fusione non sarà una passeggiata, ma ci saranno alcune criticità da affrontare come l’aspetto territoriale.

Proprio questo fattore vede UBI e BPM sovrapposte sullo stesso territorio, ciò significa che la gestione della clientela e la delicata questione degli “esuberi” non saranno dei “nodi” semplici da sciogliere.

Proprio su questo aspetto piuttosto operativo gioca a favore l’ inclusione di MPS , in quanto amplierebbe l’ambito territoriale e consentirebbe maggiore operatività.

Questo suggerisce un diretto coinvolgimento del Governo, che darebbe un input fondamentale per l’avanzamento di tutto il settore e si libererebbe della quota di capitale sociale che detiene in MPS, oltre il 68%.

Insomma, un’operazione non scontata, nemmeno semplice, ma che traccia chiaramente la direzione verso la realizzazione di un progetto di cui si parla già da tanto, ma che ora finalmente portare alla nascita di un nuovo istituto dalle dimensioni notevoli.

Un nuovo “colosso” nel settore bancario italiano che darà un’iniezione di vitalità a tutto il comparto.

Non a caso anche altre grandi realtà hanno mostrato interesse in operazioni simili come Unipol e la stessa BPER che, negli ultimi anni, ha acquisito la Banca della Campania.

Restano da chiarire gli elementi di dettaglio del piano industriale, che porteranno alla soluzione delle criticità sulla governance.

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