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Unione Europea divisa sul gas. Draghi: "Lavorare insieme o si perde unità"

Palazzo Chigi

AGI - I ventisette capi di Stato e di Governo erano tutti riuniti a Praga al primo vertice della Comunità politica europea (insieme a diciassette leader extra-Ue) ma la loro attenzione era rivolta al vertice informale di oggi che sarà incentrato sull'energia.

Si presenteranno con proposte, dal price cap dinamico gli acquisti congiunti e con le proteste, in particolare nei confronti della Germania, per il suo maxi-piano di aiuti che rischia di affossare il mercato unico, e contro la Commissione europea della tedesca Ursula Von der Leyen, accusata di essere troppo lenta e poco decisa.

“Dobbiamo lavorare insieme per affrontare la crisi energetica. Possiamo anche farlo in ordine sparso, ma perderemmo l'unità europea”, ha avvertito il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel suo intervento alla tavola rotonda sull'energia a cui sedevano, tra gli altri il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, e il premier norvegese, Jonas Gahr Store.

Affermazioni che hanno trovato d'accordo anche il premier polacco, Mateusz Morawiecki, che è atterrato a Praga agguerrito nei confronti di Berlino e del suo piano.

“Uniti stiamo in piedi, divisi cadiamo”, ha detto al termine del vertice. Al suo arrivo aveva accusato la Germania di “distruggere il mercato unico” e  “di dettare la linea all'Unione europea”. Ma si è detto comunque “cautamente ottimista” sull'esito della riunione di domani. Anche il presidente francese, Emmanuel Macron, ha ribadito la necessità “di solidarietà europea quando si tratta di aiuti”.

Berlino e l'Aia si difendono e concedono qualche apertura. “È un piano simile a quelli fatti da altri, i Paesi fanno bene a proteggere i propri cittadini e le imprese”, ha detto Scholz.

“È assolutamente legittimato”, ha rincarato il premier olandese, Mark Rutte. “C'è la piena volontà da parte di tutti i ventisette di intervenire per abbassare i prezzi, anche con price cap e acquisti comuni, ma nel frattempo i cittadini vanno sostenuti”, ha aggiunto.

Dichiarazioni politiche a parte, ministri e sherpa continuano a lavorare alle proposte da mettere sul tavolo di domani. L'ultima arriva dall'Italia e altri tre Stati (Polonia, Belgio e Grecia) che suggeriscono l'introduzione di un price cap dinamico che abbia un corridoio legato a diversi indici (non solo al Ttf di Amsterdam) e che sia flessibile in base alla situazione degli approvvigionamenti.

Insomma non più un tetto rigido ma una rete di protezione legata alle ragionevoli fluttuazioni della domanda e dell'offerta.

Da parte sua la Commissione europea ha sbandierato la dichiarazione d'intenti con la Norvegia per l'impegno a “sviluppare congiuntamente strumenti, ciascuno di noi agendo nell'ambito delle proprie competenze, per stabilizzare i mercati energetici e limitare l'impatto della manipolazione del mercato e della volatilità dei prezzi, al fine di ridurre i prezzi eccessivamente elevati in modo significativo nel breve e nel lungo termine".

E a Bruxelles la Commissione ha avviato il confronto con i Paesi per prorogare il quadro temporaneo sugli aiuti di Stato. I malpensanti suggeriscono che sarà cucito sul piano tedesco.