Bandi pubblici lampo al Ministero della Pari Opportunità: oggi la scadenza

Scade oggi il secondo dei due avvisi pubblici emanati dal Dipartimento per le Pari Opportunità per la ricerca di otto consulenti. Nel bel mezzo delle vacanze natalizie la Presidenza del Consiglio ha reso pubblica l’offerta di contratti della durata di diciotto mesi con un compenso annuo compreso fra i 40 e i 70mila euro. Il primo avviso è stato pubblicato il 7 dicembre con chiusura sei giorni dopo, il secondo il 20 dicembre con scadenza quest’oggi. Otto giorni con tre festivi in mezzo. Se è vero che i bandi pubblici richiedono trasparenza, è altrettanto vero che la frettolosità del bando, la sua pubblicazione a cavallo delle festività e l’arbitrarietà del requisito che nel processo di valutazione terrà “conto anche delle pregresse esperienze di collaborazione con il Dipartimento per le Pari Opportunità”, lasciano gli eventuali candidati quantomeno perplessi. Le figure professionali ricercate devono avere maturato un’esperienza nel campo della prevenzione e del contrasto dell’abuso e dello sfruttamento sessuale dei minori, della tratta degli esseri umani e della pratica delle mutilazioni genitali femminili. Si cercano esperti in grado di fornire supporto in attività di tipo giuridico-amministrativo, di programmazione e pianificazione degli eventi e di tipo informatico (blog, podcast, video).  L’imbuto della selezione - già notevolmente ristretto dai requisiti e dal background richiesti – risulta ulteriormente ristretto dall’esigua finestra temporale, tanto da far sospettare che – alla faccia delle pari opportunità con la minuscola - si metta in atto una delle prassi tacitamente consolidate nelle assegnazioni pubbliche: ridurre al minimo la partecipazione facilitando il rinnovo contrattuale di coloro che sono in scadenza di contratto. Già perché gli otto posti dei due bandi emanati a dicembre vanno a colmare il vuoto lasciato dalle otto persone in scadenza di contratto il 31 dicembre. Una finestra temporale più ampia non consentirebbe, forse, una più diffusa comunicazione e, dunque, una selezione più accurata e competitiva?

Nonostante la fretta – cattiva consigliera, secondo l’antico proverbio – la possibilità di guadagnarsi l’interessante contratto proposto dal Consiglio dei Ministri resta aperta fino a stasera. Nel bando sono elencati le figure professionali ricercate e i requisiti tecnici e personali e i criteri motivazionali richiesti. La Commissione giudicatrice effettuerà la valutazione dei curricula vitae e studiorum estratti dall’Albo degli esperti istituito e disciplinato con decreto del Capo Dipartimento il 29 ottobre 2008 prendendo in esame quattro criteri motivazionali: 1) qualificazione professionale (considerando il profilo professionale più aderente all’incarico), 2) esperienze nel settore di attività di riferimento e conoscenza delle normative di settore, 3) esatta percezione delle mansioni e del contenuto professionale dell’affidando incarico, 4) altri elementi legati alla specificità dell’amministrazione conferente e delle attività oggetto dell’incarico.

La domanda di ammissione alla selezione può essere presentata mediante registrazione all’Albo degli esperti (accessibile dal sito web del Dipartimento per le pari opportunità). A questo Albo possono accedere gli esperti in possesso anche di comprovata specializzazione universitaria rientranti nelle categorie elencate nell’articolo 2 del decreto di istituzione dell’Albo stesso. Le domande presentate dopo il 27 dicembre non saranno ritenute valide. La graduatoria dei candidati verrà stilata considerando i criteri motivazionali e i titoli di studio e professionali fino a un massimo di 30 punti, quelli relativi al settore oggetto dell’incarico fino a un massimo di 50 punti e l’eventuale colloquio fino a un massimo di  10 punti.