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Bankitalia: aumentano famiglie indebitate

(Adnkronos) - La quota di famiglie indebitate è tornata ad aumentare, interrompendo la flessione iniziata dopo il 2008. Tra questi nuclei è tuttavia diminuito di 4 punti percentuali rispetto al 2016 il peso di quelli finanziariamente vulnerabili (che hanno un reddito equivalente inferiore a quello mediano e una spesa annua per il servizio del debito superiore al 30 per cento del loro reddito). Alla riduzione ha contribuito l’ampliamento nel 2020 dei casi nei quali è stato possibile ottenere una moratoria sul debito. E' quanto emerge dall'Indagine sui bilanci delle famiglie diffusa oggi dalla Banca d'Italia.

Nel 2020 il reddito medio delle famiglie italiane a prezzi costanti e corretto per confrontare tra loro nuclei familiari di diversa composizione, era più alto del 3,7 per cento di quello del 2016, ultimo dato disponibile, ma ancora inferiore di quasi 8 punti percentuali rispetto al picco raggiunto nel 2006, prima delle ultime tre recessioni che hanno colpito l’economia italiana. E' quanto emerge dall'indagine sui bilanci delle famiglie pubblicata dalla Banca d'Italia. Tra il 2016 e il 2020 l’indice di Gini del reddito equivalente, una misura sintetica del grado di disuguaglianza della distribuzione, è rimasto sostanzialmente invariato mentre la quota di individui a basso reddito, quelli il cui reddito equivalente è inferiore al 60 per cento di quello mediano, è diminuita.

La rilevazione, spiega Bankitalia, è stata oggetto di importanti modifiche metodologiche volte a migliorare la copertura statistica delle famiglie indebitate e di quelle a maggiore reddito. Tale innovazione ha sensibilmente avvicinato i valori aggregati stimati con l’indagine a quelli corrispondenti dei conti nazionali. Coerentemente con la maggiore capacità di cogliere i segmenti della popolazione che detengono valori proporzionalmente più elevati delle variabili di interesse, i valori medi e gli indici di disuguaglianza del reddito e della ricchezza basati sul nuovo disegno campionario sono significativamente più elevati, ma l’incidenza delle più comuni condizioni di difficoltà economica è sostanzialmente immutata.

La ricchezza netta media, valutata a prezzi costanti, è aumentata dell’1,7 per cento tra il 2016 e il 2020, principalmente grazie alla componente finanziaria, sostenuta sia dalla crescita del risparmio sia dal più elevato valore delle attività. Si è ampliato il divario tra la ricchezza netta media e quella mediana, un indicatore del grado di diseguaglianza nella relativa distribuzione. L’indice di Gini della ricchezza netta familiare è cresciuto di 3 punti percentuali. E' quanto emerge dall'indagine sui bilanci delle famiglie pubblicata dalla Banca d'Italia.

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