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Bankitalia: banche Francia e Italia le più esposte a Russia e Ucraina

Image from askanews web site
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Roma, 29 apr. (askanews) - Le esposizioni dirette di banche e intermediari italiani a Russia, Bielorussia e Ucraina ammontavano complessivamente a 29,1 miliardi di euro a fine 2021, pari allo 0,7 per cento del totale delle attività finanziarie. Un livello giudicato "complessivamente limitato" dalla Banca d'Italia, nel rapporto sulla stabilità finanziaria. Che tuttavia, in una tabella elaborata sulla base dei dati della Banca dei regolamenti internazionali, mostra come tra le economie avanzate, le banche più esposte in maniera diretta siano quelle di Francia, Italia e Austria.

Un riquadro di analisi fornisce la quota delle esposizioni bancarie del singolo paese rispetto al totale delle esposizioni di tutti i paesi membri. Al primo posto si piazza la Francia le cui banche sono esposte quasi al 25% (un quarto del totale); segue l'Italia sopra il 20%, l'Austria con un 20% circa e poi, distanziati, gli Usa poco sotto il 15%, il Giappone attorno all'8%, la Germania con un 5%, il Regno Unito con una quota attorno al 3% e poi Corea e altri con quote più marginali.

Guardando più nello specifico agli intermediari italiani, Bankitalia ricorda che detengono esposizioni dirette nella forma di prestiti, titoli, derivati e garanzie verso controparti residenti in Russia, Bielorussia e Ucraina (i paesi direttamente coinvolti nel conflitto o interessati dalle sanzioni economiche). Alla fine del 2021 queste esposizioni ammontavano complessivamente a 29,1 miliardi di euro, pari allo 0,7 per cento del totale delle attività finanziarie, di cui 20,6 miliardi sotto forma di attività finanziarie per cassa e il resto in attività fuori bilancio (garanzie, derivati e impegni irrevocabili).

"Secondo i dati della Banca dei regolamenti internazionali, a settembre del 2021 l'Italia e la Francia - si legge - erano i paesi con la più alta incidenza di esposizioni verso Russia, Bielorussia e Ucraina, in larga misura concentrate nel settore privato".

E in Italia La quasi totalità delle esposizioni era verso controparti russe ed era concentrata nei primi due gruppi bancari (IntesaSp e UniCredit-ndr), che, precisa lo studio, hanno filiazioni in questi paesi. "L'esposizione diretta verso controparti russe è nel complesso limitata, ma concentrata nei due gruppi di maggiore dimensione; l'impatto del conflitto su questi ultimi - puntualizza l'istituzione - seppure non insignificante, appare comunque gestibile".

Tenendo conto anche delle passività bancarie riconducibili a controparti residenti in questi paesi (12,9 miliardi alla fine del 2021 e riferibili per oltre l'85 per cento alle filiazioni estere dei gruppi italiani), le esposizioni nette per cassa erano poco meno di 8 miliardi. A livello settoriale l'esposizione netta più significativa era verso le imprese russe (7,7 miliardi), per effetto della rilevante presenza di prestiti transfrontalieri concessi a grandi gruppi energetici e industriali.

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