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Bankitalia: esposti clienti banche -12% in 2021, ma più truffe online

Image from askanews web site
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Roma, 18 lug. (askanews) - Nel 2021 la Banca d'Italia ha ricevuto quasi 9.900 esposti privatistici da parte di clienti di banche e finanziarie, in diminuzione del 12 per cento rispetto all'anno precedente anche se l'istituzione di Via Nazionale sottolinea come il dato resti comunque superiore rispetto al quinquennio precedente la crisi pandemica (in particolare 20 per cento in più nel confronto con il 2019). Secondo il rapporto pubblicato oggi, la riduzione è proseguita nel primo trimestre del 2022 (poco più di 2.300 segnalazioni, il 15 per cento in meno rispetto al corrispondente periodo del 2021).

Le segnalazioni legate alle richieste di finanziamento sono state circa il 35 per cento del totale, con un forte decremento rispetto al 2020 (quasi il 37 per cento). Gli esposti sugli strumenti di raccolta (ad es. deposito e conto corrente) sono stati circa il 28 per cento (in aumento del 23 per cento sull'anno precedente). Il 18 per cento degli esposti, prosegue Bankitalia, hanno riguardato gli strumenti e i servizi di pagamento (8 per cento in più sui dodici mesi precedenti).

E nel 2021 si è confermato l'andamento crescente, già emerso nel 2020, delle segnalazioni relative alle truffe online, specie di quelle sui pagamenti digitali, in particolare attraverso tecniche di furto delle credenziali.

Bankitalia spiega che ogni anno riceve numerose segnalazioni e lamentele sui comportamenti delle banche e delle finanziarie nei rapporti con la loro clientela (cosiddetti esposti privatistici). Queste segnalazioni alimentano un importante canale di comunicazione con l'utenza e consentono di raccoglierne le esigenze e intercettarne i problemi, rafforzando il bagaglio informativo a disposizione per l'azione di tutela dei clienti.

Le domande e i dubbi formulati dai clienti ispirano anche le iniziative di educazione finanziaria. L'Istituto, attraverso la rete delle Filiali, esamina ogni esposto; sebbene non possa risolvere nel merito le singole controversie relative a rapporti contrattuali, come invece possono fare il giudice o l'Arbitro Bancario Finanziario (Abf), agevola il dialogo fra intermediari e clienti. Chiede informazioni sulle questioni segnalate per acquisire una visione completa dei fatti oggetto di lamentela e, quando necessario, inoltra direttamente le lettere e la documentazione alle altre autorità competenti italiane o estere.

Lo scorso anno, dice ancora lo studio, elementi informativi importanti sono stati raccolti attraverso l'analisi degli esposti ricevuti sulle criptoattività, strumenti non ancora regolamentati e sui quali la Banca d'Italia ha ripetutamente messo in guardia la cittadinanza. Le segnalazioni, sebbene numericamente non rilevanti, hanno riguardato in prevalenza ipotesi di truffa ed evidenziano come i clienti risultino più vulnerabili a causa di una scarsa conoscenza dei connessi profili di rischio.

Sono in crescita anche le segnalazioni sull'impossibilità di aprire conti di pagamento e di base, spesso da parte di soggetti che versano in condizioni, anche temporanee, di disagio economico o sociale.

Quanto a esiti e tempistiche degli esposti, Bankitalia rileva che in generale i clienti hanno ottenuto accoglimento totale o parziale delle richieste da parte degli intermediari nel 42 per cento dei casi, anche grazie all'intervento della Banca d'Italia. Il dato è in linea con quello del 2020. Per un ulteriore 20 per cento non è stato possibile individuare l'esito delle lamentele, in quanto riferite, ad esempio, a materie estranee alla competenza dell'Istituto.

Nel restante 38 per cento dei casi gli intermediari non hanno accolto le segnalazioni perché ritenute infondate. Il tempo medio di risposta agli esponenti da parte della Banca d'Italia è calato a 24 giorni: erano 31 nel triennio 2018-2020.

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