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Bankitalia: nel primo semestre calo Pil più pesante al Nord

Glv
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Roma, 4 nov. (askanews) - Nei primi due trimestri del 2020 "la flessione del Pil è stata più marcata al Nord, coerentemente con l'insorgenza precoce della pandemia in questa area geografica". Lo rileva la Banca d'Italia nel rapporto "L'economia delle regioni italiane", secondo cui "l'insorgere dell'emergenza ha quasi azzerato i flussi turistici tra marzo e maggio, soprattutto nel Nord-ovest e nel Centro. Nei mesi estivi, la parziale ripresa trainata dalla componente nazionale ha riguardato quasi esclusivamente il Mezzogiorno". I modelli statistici di Via Nazionale "indicano che nel complesso del terzo trimestre la crescita del Pil sarebbe stata intorno al 12% sul periodo precedente, recuperando solo in parte la contrazione segnata nella prima parte dell'anno". Nel primo semestre, sottolinea Palazzo Koch, "il commercio di beni alimentari e di prima necessità, non interessato da provvedimenti di sospensione dell'attività, ha avuto un'espansione dei ricavi, soprattutto al Nord. La crescita si è protratta fino alla fine del lockdown per poi riassorbirsi gradualmente". "L'aumento del fabbisogno di liquidità delle imprese - aggiunge Bankitalia - conseguente alla drastica riduzione dell'attività, è stato ampiamente soddisfatto con la crescita sostenuta del credito, iniziata a marzo nel Centro Nord ed estesa in estate al Mezzogiorno. Le garanzie pubbliche sui nuovi finanziamenti e le misure espansive di politica monetaria hanno favorito il miglioramento delle condizioni di offerta del credito in tutte le aree del paese".