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Bankitalia: oltre duemila Pmi quotabili in Borsa nonostante Covid

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 12 gen. (askanews) - Sono oltre duemila le piccole e medie imprese italiane che potrebbero quotarsi in Borsa, nonostante le conseguenze negative del coronavirus sull'economia. Lo sostiene uno studio diffuso dalla Banca d'Italia su "L'impatto della crisi da Covid-19 sull'accesso al mercato dei capitali delle Pmi italiane". Un'analisi secondo cui "l'elevato numero di imprese che continuano a essere idonee alla quotazione e le nuove ammissioni al mercato Aim Italia di fine 2020 fanno ipotizzare che la tendenza alla quotazione in Borsa possa riprendere dopo che gli effetti della crisi da Covid-19 si saranno esauriti". L'esame di un vasto campione di Pmi, "di cui 88 imprese ammesse all'Aim Italia tra il 2013 e il 2019, ha consentito di individuare il profilo tipico della Pmi che decide di quotarsi in Borsa. Il profilo è stato usato per stimare il numero delle Pmi quotabili: quasi 2.800 Pmi non finanziarie con caratteristiche idonee alla quotazione prima della pandemia, prevalentemente di medie dimensioni e attive nella produzione di macchinari di impiego generale, nell'industria alimentare e nel commercio all'ingrosso (no veicoli)". Con le simulazioni sui bilanci aziendali 2020, "che contengono gli effetti della prima ondata pandemica, e un'analoga stima per il 2021, il numero delle imprese quotabili rimarrebbe superiore a 2mila anche a inizio 2021, nonostante gli effetti della crisi sanitaria riducano del 20-25% il numero di Pmi idonee alla quotazione". "Le Pmi italiane - spiegano gli economisti Giuseppe Buscemi, Simone Narizzano, Francesco Savino e Gianluca Viggiano - hanno fatto ricorso più al finanziamento bancario e meno alla raccolta di capitale di rischio. Questo ha contribuito a un sottodimensionamento del mercato borsistico italiano rispetto alle altre economie avanzate. Il rapporto tra capitalizzazione di mercato e Pil in Italia a fine 2019 era al 36%, più del 100% in Francia e nel Regno Unito e più del 50% in Germania". Negli ultimi anni poi "è aumentato il numero di ammissioni in Borsa di Pmi, anche grazie a misure legislative e di mercato che hanno ridotto gli oneri di quotazione, fra cui la creazione del mercato Aim Italia per imprese di minori dimensioni e ad alto potenziale di crescita. La prima ondata della pandemia e la conseguente crisi economica hanno interrotto questa tendenza". Glv