Italia markets open in 8 hours 12 minutes
  • Dow Jones

    32.803,47
    +76,67 (+0,23%)
     
  • Nasdaq

    12.657,55
    -63,04 (-0,50%)
     
  • Nikkei 225

    28.175,87
    +243,67 (+0,87%)
     
  • EUR/USD

    1,0177
    -0,0073 (-0,71%)
     
  • BTC-EUR

    22.845,00
    -104,54 (-0,46%)
     
  • CMC Crypto 200

    533,20
    -2,02 (-0,38%)
     
  • HANG SENG

    20.201,94
    +27,94 (+0,14%)
     
  • S&P 500

    4.145,19
    -6,75 (-0,16%)
     

Bankitalia, reddito famiglie 2020 +3,7% da 2016 ma sotto picco 2006

Image from askanews web site
Image from askanews web site

Roma, 22 lug. (askanews) - Nel 2020 il reddito medio delle famiglie italiane era del 3,7 per cento più alto di quello del 2016, ultimo dato disponibile, ma ancora inferiore di quasi 8 punti percentuali rispetto al picco raggiunto nel 2006, prima delle ultime tre recessioni che hanno colpito l'economia italiana. Lo riferisce la Banca d'Italia nella nuova "Indagine sui bilanci delle famiglie", precisando che si tratta di dati "a prezzi costanti" e corretti per confrontare tra loro nuclei familiari di diversa composizione.

La rilevazione è stata oggetto di importanti modifiche metodologiche, puntualizza l'istituzione di Via Nazionale, volte a migliorare la copertura statistica delle famiglie indebitate e di quelle a maggiore reddito. In questo modo i valori medi e gli indici di disuguaglianza del reddito e della ricchezza basati sul nuovo disegno campionario sono significativamente più elevati, ma l'incidenza delle più comuni condizioni di difficoltà economica è sostanzialmente immutata.

L'indagine si basa su quanto riferiscono le famiglie consultate, non sui dati formali che le stesse dichiarano al fisco, ai quali lo studio non ha accesso. In questo modo è in grado di cogliere una parte di redditi non dichiarati ai fini fiscali, così come redditi di lavoro nero. In pratica parte del "sommerso".

Secondo Bankitalia tra il 2016 e il 2020 l'indice di Gini del reddito equivalente, una misura sintetica del grado di disuguaglianza della distribuzione, è rimasto sostanzialmente invariato mentre la quota di individui a basso reddito, quelli il cui reddito equivalente è inferiore al 60 per cento di quello mediano, è diminuita.

La ricchezza netta media, valutata a prezzi costanti, è aumentata dell'1,7 per cento tra il 2016 e il 2020, principalmente grazie alla componente finanziaria, sostenuta sia dalla crescita del risparmio sia dal più elevato valore delle attività. In questo caso, secondo le tabelle pubblicate il picco risale al 2010 e rispetto ad allora i dati 2020 risultano in netto calo, prevalentemente a riflesso della diminuzione dei valori delle abitazioni.

Intanto si è ampliato il divario tra la ricchezza netta media e quella mediana, un indicatore del grado di diseguaglianza nella relativa distribuzione. L'indice di Gini della ricchezza netta familiare è cresciuto di 3 punti percentuali.

La quota di famiglie indebitate è tornata ad aumentare, interrompendo la flessione iniziata dopo il 2008. Tra questi nuclei, dice ancora Bankitalia, è tuttavia diminuito di 4 punti percentuali rispetto al 2016 il peso di quelli finanziariamente vulnerabili (che hanno un reddito equivalente inferiore a quello mediano e una spesa annua per il servizio del debito superiore al 30 per cento del loro reddito). Alla riduzione ha contribuito l'ampliamento nel 2020 dei casi nei quali è stato possibile ottenere una moratoria sul debito.

L'indagine ha coinvolto oltre 6.000 nuclei familiari intervistati. Tornando al reddito annuo familiare, nel 2020 in termini reali e al netto delle imposte sul reddito e dei contributi sociali, è stato superiore di circa il 3 per cento rispetto a quello rilevato nell'indagine sul 2016 ma ancora inferiore di oltre il 12 per cento a quello registrato nel 2006, prima della crisi finanziaria globale.

Tra il 2016 e il 2020 il reddito medio familiare è stato sospinto da quello da lavoro dipendente, che ha beneficiato della crescita del numero di percettori e dell'aumento delle retribuzioni medie annue pro capite, e da quello da trasferimenti, sostenuto anche dall'insieme dei nuovi strumenti di sostegno introdotti tra il 2016 e il 2019 e da quelli straordinari adottati nel 2020 per fronteggiare gli effetti economici della pandemia. Per contro, rileva ancora Bankitalia, sono diminuiti, ancorché in misura contenuta, i redditi da capitale e quelli da lavoro autonomo; in quest'ultimo caso, il calo è derivato dalla riduzione del numero di famiglie che li percepiscono, a fronte di una contenuta crescita dei loro valori medi.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli