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Bankitalia: "Stop rialzi Iva limita risorse cuneo fiscale"

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Nella prospettiva di riduzione del debito appare "necessaria una riforma fiscale complessiva e organica, fondata su un’attenta analisi. Essa oggi non può consistere nell’abbattere tutte le imposte". Così il vice direttore generale della Banca d’Italia Luigi Federico Signorini in audizione al Senato sulla Nadef. 

Nella definizione dei provvedimenti da adottare nel quadro di una riforma fiscale, continua Signorini, "sarà opportuno prendere in considerazione in modo complessivo gli strumenti disponibili, incluse le imposte indirette, orientando la scelta verso l’insieme di misure che meglio circoscrive l’impulso restrittivo sull’economia, le distorsioni dell’allocazione delle risorse e gli effetti distributivi indesiderati". "La scelta di disattivare integralmente le clausole nel 2020 limita l’ammontare di risorse che possono essere dedicate alla riduzione del cuneo fiscale sul lavoro (0,15 per cento del prodotto nel 2020, 0,3 nel 2021)", avverte il vice direttore generale di Bankitalia sull'Iva.  

"La debolezza congiunturale in Italia - spiega ancora Signorini - è proseguita, risentendo anche dell’ulteriore rallentamento nell’area dell’euro. L’effetto dell’accentuarsi dei conflitti commerciali è stato in parte compensato da condizioni finanziarie più favorevoli, rese possibili non solo dall’accomodamento monetario, ma anche dall’ampia riduzione dei premi per il rischio sovrano. Lo scenario macroeconomico e di finanza pubblica incluso nella Nota presuppone che tali condizioni si mantengano; sarebbe a rischio se ciò non avvenisse".Per Signorini, "la situazione di questi anni è, storicamente, eccezionale. I tassi nominali sono i più bassi che si ricordino. Questa situazione va sfruttata per mettere il rapporto tra debito e prodotto su un sentiero di durevole discesa".  

''Certamente un intervento sui costi dei pagamenti elettronici può essere opportuno''. ''Dove si è deciso di premere per la diffusione di questi strumenti, anche a fini di contrasto dell'evasione fiscale, di solito, viene presa in considerazione qualche forma di incentivazione pubblica, riconoscendo l'interesse pubblico'' della misura., ha quindi spiegato Signorini.