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Bankitalia vede crescita 2023 +0,6% e inflazione in calo al 6,5%

Il logo di Banca D'Italia a Milano

ROMA (Reuters) - Bankitalia ha aggiornato le sue previsioni sull'Italia indicando per quest'anno una crescita del Pil dello 0,6%, leggermente meglio di quanto aveva detto a dicembre scorso, e una inflazione in calo al 6,5% dall'8,7% del 2022 e sotto la stima fatta a dicembre.

Nello scenario di base del Bollettino Economico, che comunque - dice Bankitalia - continua a scontare una grande incertezza, il Pil verrebbe da una crescita del 2022 di quasi il 4% e risalirebbe poi solo dal 2024.

"L'attività economica, sostenuta per gran parte del 2022 dalla dinamica robusta dei consumi e degli investimenti, si sarebbe indebolita negli ultimi mesi dell’anno. Si stima che la debolezza del prodotto si protragga anche nel trimestre in corso, per attenuarsi gradualmente dalla primavera", si legge nel Bollettino.

L'inflazione - che a dicembre era indicata per quest'anno al 7,3% e ora stimata al 6,5% - si raffredderebbe soprattutto dal prossimo anno, quando tornerebbe più vicina al target del 2% della Bce, con una stima che è indicata al 2,6% nel 2024 e al 2% nel 2025.

"La discesa dipende fortemente dall'ipotesi di una progressiva diminuzione dei prezzi delle materie prime, i cui effetti sarebbero solo in parte compensati dall'accelerazione dei salari. L'inflazione di fondo salirebbe ancora nel 2023, al 3,8%, per ridursi a valori prossimi al 2% nel 2025".

Nell'analizzare poi i dati della crescita dei prezzi dello scorso anno, Bankitalia stima che, in Italia "nella media del quarto trimestre poco più del 70% dell’inflazione complessiva era riconducibile all’energia; nello stesso periodo le misure governative in materia energetica avrebbero mitigato la dinamica dei prezzi al consumo per oltre un punto percentuale".

Le proiezioni per la crescita in Italia sono, dice il rapporto, "più favorevoli di quelle degli altri principali previsori per il 2023 e in linea per il 2024", ricordando per esempio che lo 0,6% indicato per il Pil di quest'anno (che ha ritoccato al rialzo lo 0,3% che aveva indicato nel Bollettino di ottobre), è sopra le stime del Fmi (-0,2% di ottobre) e dell'Ocse (0,2% di novembre).

"Le proiezioni presentate nello scenario di base continuano a essere soggette a un’incertezza eccezionalmente elevata, associata all’andamento dei prezzi e della disponibilità di materie prime (su cui incidono in particolare i possibili sviluppi del conflitto in Ucraina), all’evoluzione del commercio internazionale, nonché alle ripercussioni della fase di restrizione monetaria a livello globale", dice Bankitalia, osservando che nel complesso i rischi per la crescita sono orientati prevalentemente al ribasso mentre quelli per l’inflazione sono invece più bilanciati.

In uno scenario "particolarmente avverso" in cui si ipotizzi l'impatto di un’interruzione permanente delle forniture di energia all’Europa da parte della Russia, "il prodotto si ridurrebbe di quasi l’1% sia nel 2023 sia nel 2024 e crescerebbe moderatamente nell’anno successivo. L’inflazione al consumo salirebbe ulteriormente, avvicinandosi al 10% quest’anno, per poi scendere fino a poco più del 4% nel 2024 e ridursi decisamente verso il 2% nel 2025, quando l’impatto diretto e indiretto del rincaro dell’energia verrebbe compensato da quello di segno opposto derivante dal deterioramento delle condizioni cicliche".

(Stefano Bernabei, editing Sabina Suzzi)