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Bankitalia, Visco: debito pubblico sostenibile, ma ci lascia esposti a rischi e costi con nuovi shock

Laura Naka Antonelli
·2 minuto per la lettura

"Il debito pubblico è sostenibile, ma la sua permanenza su livelli elevati ci lascia esposti ai rischi, e ai costi, derivanti da tensioni sui mercati finanziari o da nuovi shock economici". E' quanto ha detto il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, intervenendo alla 96ma Giornata Mondiale del Risparmio, e riferendosi alle condizioni di salute delle banche italiane. "Il conseguimento dell'obiettivo indicato dal Governo - ha continuato il governatore - presuppone l'utilizzo efficace dei fondi presi a prestito per far fronte alla crisi, nonché di quelli messi a disposizione dai programmi europei. Non si può prescindere da uno sforzo notevole, ma alla portata del Paese, per accrescere l'innovazione e la capacità produttiva, gli investimenti cui destinare nei modi più sicuri e sostenibili il nostro risparmio, le possibilità di impiego offerte dalla nostra economia e la partecipazione al lavoro, in particolare dei giovani e delle donne". Ancora prima, Visco ha fatto notare che "l'Italia deve affrontare quei nodi strutturali che per quasi tre decenni ne hanno frenato la crescita e che la crisi (provocata dall'esplosione della pandemia da coronavirus COVID-19) ha reso più urgente sciogliere. Le aree in cui è necessario intervenire sono note, le abbiamo ricordate in diverse occasioni anche quest'anno. Esse riguardano la qualità e i tempi dei servizi offerti dalla pubblica amministrazione; l'innovazione in tutti i settori, con adeguati investimenti, non solo pubblici, nelle infrastrutture di nuova generazione, nel capitale umano e in tecnologie più rispettose dell'ambiente; la salvaguardia e la valorizzazione del nostro patrimonio naturale e storico-artistico. L'occasione fornita dalla disponibilità di risorse finanziarie comuni a livello europeo (riferimento al Recovery Fund) deve essere sfruttata con rapidità, potrà sostenere l'attività produttiva, i redditi e l'occupazione ben oltre gli interventi di ristoro, che pure la crisi rende necessari".