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Banzato (Federacciai), 'subito piano siderurgico nazionale'

webinfo@adnkronos.com (Web Info)
·4 minuto per la lettura

''Subito un piano siderurgico nazionale per non perdere il treno della ripresa e dare un respiro di lungo periodo a un settore fondamentale per la seconda industria manifatturiera europea''. A chiedere al governo di intervenire con decisione e tempestività è il presidente di Federacciai Alessandro Banzato, forte del buon trend internazionale del settore agganciato dalle imprese italiane, ma stretto tra una Germania che ha appena completato il suo piano e i rischi di uno shopping estero pronto ad approfittare della mancanza di strategia e visione del sistema Paese.

''Veniamo da anni in cui i nostri governi hanno avuto un'attitudine industriale un po' debole, hanno guardato al mondo dell'industria con diffidenza e hanno preso iniziative basate sull'emergenza, come sull'Ilva. Ma ora -dice all'Adnkronos- è il momento di cambiare passo, di adottare una strategia di lungo periodo, come fa la Germania che ha appena completato il piano siderurgico e che, come mi ha spiegato il mio collega tedesco, non sarà cancellato o scritto nuovamente dal nuovo governo che arriverà''.

Banzato non si riferisce a qualche esecutivo in particolare '' ma qui da noi -dice- nessuno ci ha mai chiamati per discutere di questo piano che è frutto di una collaborazione tra governo e parti sociali. Ci sono momenti particolari e questo lo è, che si deve mettere un cappello più alto su un settore super strategico per la nazione, siamo la base per la manifattura, che è, ribadisco, la seconda in Europa. Quando si parla di Germania si parla della sua capacità di essere pronta sui temi che sono importanti e caldi. Speriamo che il governo ci chiami, noi siamo a disposizione. Serve una strategia di lungo periodo''.

Dati alla mano l'industria nazionale dell'acciaio ha fatto miracoli: ''dal crollo del 40% della produzione dovuta alla pandemia, siamo riusciti a recuperare e a scendere a -12% -sottolinea- e nel dato c'è anche la produzione ridotta dell'Ilva''. Ma non solo. Le imprese sembrano aver preso nel 2021 il giusto abbrivio: ''la situazione è buona -spiega- abbiamo agganciato pur con un aumento importantissimo del prezzo delle materie la ripresa internazionale e debbo dire che i carichi di ordini sono in generale buoni per il settore e per la filiera. Un momento positivo assolutamente da non perdere''. Anche perchè se si perde il treno ora, i pericoli sono diversi.

''se non si fa il piano siderurgico -spiega- il rischio è che qualche produzione strategica non si faccia più qui. Certo, si può andare a comprare sui mercati esteri, ma significa pagamenti anticipati, tempi di consegna più lunghi con il rischio che una certa produzione non abbia in tempi adeguati l'acciaio''. Una situazione che indebolirebbe le imprese ''e il timore è che poi dall'estero facciano shopping spostando oltreconfine alcuni tipi di produzione''.

Piano siderurgico significa anche rispettare le regole del gioco europeo, senza che l'Ue si trasformi in un handicap per le aziende italiane: ''le regole europee -spiega non avvantaggiano qualche paese in particolare. Ci sono però paesi che per le loro lungaggini e difficoltà attuative, tipo il nostro, riescono a ''sfruttare' meno bene le regole europee e le possibilità che queste offrono. Un esempio sono le compensazioni sugli extra costi degli Ets che qui da noi in Italia non sono ancora arrivate, mentre i produttori degli altri paesi europei, li hanno già avuti da due, tre anni''.

Poi, per la rotta europea e italiana sul green, l'industria dell'acciao è pronta a collaborare. ''abbiamo preparato un documento già consegnato sia al governo precedente che alle commissioni Industria di Senato e Camera -dice Banzato- e ora prendiamo i primi contatti con questo governo, naturalmente andremo a discuterlo con loro ed eventualmente integrarlo ove fosse necessario. Per quel che riguarda la nostra federazione, abbiamo già qualche associato che, per esempio sul campo dell'idrogeno, ha avviato delle piccole iniziative pilota per cercare di sviluppare il tema''. L'importante ''è aprire una collaborazione costruttiva senza ricominciare sempre daccapo''. Sull'Ilva ad esempio ''ho visto che neo ministro Giorgetti ha avuto un incontro sia con i sindacati sia con le autorità politiche locali, Comune e Regione Puglia e ho visto che ha riconfermato il piano: per me è la strada giusta per uscire da questa situazione''.