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Barbieri (Torrevilla) a Bellanova: la filiera non va lasciata sola

Red/int5
·3 minuto per la lettura

Roma, 28 ott. (askanews) - "Egr. Ministra Teresa Bellanova, Mi rivolgo a Lei da imprenditore, da Presidente di un'Associazione di Viticoltori che conta 250 soci, da uomo del vino, ma soprattutto da italiano, impegnato con costanza e determinazione nella valorizzazione della sua terra e del Made in Italy, segno distintivo di qualità in tutto il mondo. Mi rivolgo a Lei, perché è Lei a rappresentarci, perché è Lei che può concretamente agire per arginare una situazione preoccupante, destinata solo che a peggiorare dopo i provvedimenti contenuti nell'ultimo Dpcm firmato dal Governo ed esposto al Paese dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte". Così nella lettera aperta alla ministra delle politiche agricole Teresa Bellanova, Massimo Barbieri, Presidente di Torrevilla, associazione di viticoltori nell'Oltrepò Pavese da 114 anni, si fa portavoce dei suoi 250 soci, che lavorano 700 ettari in 9 Comuni lombardi, e di tutte quelle aziende, vinicole e non solo, della filiera che alimenta il settore Horeca e che fa grande il Made in Italy nel mondo.Un richiamo all'attenzione del Governo perché non si dimentichi che a subire gli effetti dei recenti decreti, oltre alle realtà colpite direttamente, sono anche le migliaia di aziende produttive, i loro territori e tutte le loro famiglie. "Una serie di misure - prosegue Barbieri - che colpiscono a primo sguardo soltanto ristoranti e bar, ma che nella realtà penalizzano l'attività di migliaia di aziende, delle loro persone e di tutto l'indotto che generano nei territori in cui operano. Un'attività che è cuore pulsante del sistema Italia: piccole, medie e grandi realtà che contribuiscono in modo importante al nostro Pil. Aziende che ora si rivolgono a Lei, Ministra Bellanova, perché è giusto che tramite Lei tutta l'Italia ascolti questo grido d'allarme: la filiera produttiva non và lasciata sola. Abbandonarla significa ignorare quanto una realtà produttiva con i suoi fatturati sia in grado di portare ricchezza anche al territorio in cui opera". "I soci di Torrevilla - si legge ancora nella lettera - a causa della pandemia hanno ricevuto dividendi inferiori rispetto a quanto preventivato e ciò ha causato loro un grave danno economico considerato che già stavano lavorando al limite dei costi di produzione. Le conseguenze, a cascata, hanno colpito e stanno ancora colpendo tutto il territorio dell'Oltrepò Pavese. E, come noi, migliaia di aziende in Italia si trovano nella medesima situazione. Siamo già sopravvissuti a un primo duro colpo, Ministra: non lasciamo che un altro, più pesante, rischi di essere quello 'di grazia'". "Ecco perché io, uomo del vino, mi rivolgo a Lei - continua - parlandole di tutte quelle aziende che vedranno le loro bottiglie sacrificate, chiuse nelle cantine di bar e ristoranti o abbandonate sugli scaffali dei supermercati. Siamo consapevoli vadano adottate importanti misure per far fronte a questa crisi, ma a rimetterci non può essere tutto il sistema vino. Tutte quelle aziende che, durante la prima ondata, si sono fatte carico delle spese - a fronte di un contributo insufficiente - sostenendosi con spalle robuste e voglia di fare. Aziende che non potranno reggere in queste condizioni per tutto un inverno. Aziende che chiuderanno. Aziende che hanno bisogno non di più attenzione, ma dell'attenzione che meritano". "Torrevilla è una di queste realtà di cui io sono presidente - conclude - . È con la voce dei viticoltori che rappresento e con la loro preoccupazione che Le faccio appello, affinché ci sia dato maggiore spazio, lo spazio che meritiamo per il sistema che rappresentiamo, nelle decisioni del Governo. Un Governo che sa quanto vasto sia il contributo di realtà come la nostra al benessere e all'economia dei territori. Un Governo che non può non conoscere la portata delle scelte prese, le loro conseguenze - la chiusura di migliaia di aziende agricole, ad esempio. Un Governo che non deve dimenticare la sofferenza di quelle che restano in piedi".