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Basta poco a riportare l’euforia

Pierluigi Gerbino
 

Come ho segnalato ieri, i mercati sembrano ancora troppo propensi a vedere, in ogni notizia che quotidianamente arriva, la parte piena del bicchiere, per interpretare come l’inizio di una correzione il breve stop accusato dagli indici globali la scorsa settimana, generalmente inferiore al punto percentuale di arretramento.

E, puntuale, ieri è arrivata la ripartenza del rialzo, con una seduta che, se in Europa ha presentato una certa cautela nel rimbalzo, in USA ha tolto di mezzo ogni dubbio, andando a segnare con SP500 (+0,75%) e Nasdaq100 (+1,21%) il nuovo massimo storico. Certo, non si è trattato di un assalto travolgente.  L’asticella è stata alzata solo di qualche punto (6 per il primo e 12 per il secondo), ma quel che conta è il fatto che la barriera della scorsa settimana è stata già superata.

A motivare i mercati, tanto per cambiare, è stata la ripresa delle aspettative, già più volte frustrate, sull’accordo imminente tra USA e Cina per la tregua sui dazi.

Ma la novità è che questa volta sono stati i cinesi rianimare le speranze. Il governo cinese non parla mai al di fuori dei discorsi ufficiali e mai esprime intenzioni attraverso i vertici istituzionali, ma da un po’ di tempo invia al mondo in modo molto ufficioso i suoi pensieri attraverso  l’agenzia di stampa in lingua inglese “Global Times”. Ieri questa fonte ha annunciato che i negoziati sarebbero molto vicini ad un accordo, cambiando radicalmente la propria visione in sole 48 ore, dato che venerdì era piuttosto pessimista. A questo dietrofront si è aggiunta la voce che la Cina starebbe per avviare una regolamentazione più stringente, con aumento di sanzioni, contro il furto di proprietà intellettuale, che è uno dei temi sul tappeto su cui gli USA insistono da tempo, senza aver trovato finora orecchie pronte ad ascoltare.

Si tratterebbe, se venisse confermato ufficialmente, di un robusto avvicinamento.

A queste voci si è poi aggiunta la piacevole constatazione che il voto ad Hong Kong si è svolto tranquillamente e che la vittoria dei partiti che appoggiano la protesta potrebbe forse rendere il governo cinese più propenso a qualche concessione ai movimenti di opposizione. Personalmente su questa analisi degli effetti del voto sono molto scettico. Sarei felice di sbagliare, ma credo che la Cina non possa cedere mai, dato che la sua forza si basa sulla durezza della dittatura di Xi, che non tollera cedimenti dalla linea del partito unico, per non fare la fine del regime sovietico. Se i cinesi vogliono conquistare il mondo non possono permettersi il cancro della contestazione interna. 

Comunque non è importante come io la pensi, ma il fatto che i mercati hanno approfittato anche di questa analisi per allungare ancora, aiutati anche da alcune operazioni di IPO (offerte di acquisto per quotarsi) e di Merger & Acquisition (in italiano fusione ed incorporazione) che spingono a fantasticare. Mi riferisco alla IPO multi-miliardaria di Alibaba ad Hong Kong e alle fusioni di LVMH con Tiffany ed altre operazioni simili che riguardano Novartis, Siemens ed Ebay.

E’ tutta effervescenza che su un mercato già ben disposto a sognare, spinge gli operatori ad acquistare avidamente.

Pertanto mi attendo una continuazione del rialzo anche questa settimana, che è comunque molto corta a causa delle festività americane di giovedì e venerdì.

E’ ovvio che se oggi arrivassero smentite o Global Times cambiasse nuovamente umore, oppure la situazione di Hong Kong prendesse nuovamente una brutta piega, i mercati tornerebbero indietro. Ma c’è da scommettere che, se non succederanno fatti concreti fortemente negativi, l’eventuale arretramento sarà molto flebile, come lo è stato quello della scorsa settimana. 

Quando c’è euforia le notizie buone spingono molto al rialzo, quelle negative frenano poco.   

Autore: Pierluigi Gerbino Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online